BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Prete povero, Francesco rimane solo?

Pubblicazione:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Da grande quel Bambino s'innamorerà di Zaccheo, sebbene costui doni solo la metà della sua ricchezza: Cristo fece-leva sulla ricchezza spirituale di quell'omuncolo, non tanto sul patrimonio materiale. Da morto, scelse di stare nel sepolcro nuovo (una sciccheria sulla roccia) ch'era di Giuseppe d'Arimatea, uomo ricco, persona buona e giusta. Povero, nelle prospettive evangeliche, non è dunque colui che non tiene soldi: troppo facile essere-poveri quando non si hanno soldi. Povertà è possedere immensità e non lasciarsi possedere: "Alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore" (Sal 62,11).

E' una strana faccenda quella delle parole di Francesco: le si ama, ma si cerca in tutti i modi di ridimensionarle, fin quasi alla banalità. Si provano i brividi per le vette alle quali additano, ma si tenta d'abbassarle per ridurne la fatica che chiedono. Sembra quasi che ci siano grossi problemi d'udito: si ama sentirle — fino a farle diventare materia dolcificante — ma non s'accetta poi di ascoltarle. Di darci una forma che sia anche un contenuto. Poi Francesco cita don Hélder Camara, e tutto sembra più chiaro: "Quando il tuo battello comincerà a mettere radici nell'immobilità del molo, prendi il largo". La povertà come condizione di leggerezza, anche pastorale. Di rischio e fantasia, di libertà: qui casca l'asino. Il Papa rimane solo e si torna a parlare di povertà confondendola col pauperismo.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.