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LETTERA DI PANNELLA AL PAPA/ Ora capiamo di più Francesco e quel "chi sono io per giudicare"

Pubblicazione:sabato 21 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 21 maggio 2016, 6.33

Marco Pannella (Infophoto) Marco Pannella (Infophoto)

Lo Spirito che muove il mondo, le foglie degli alberi, il volo dei gabbiani. A cui non chiedere nulla per sé: l'orizzonte, chissà, spes contra spem. Contro ogni speranza negata dalla ragione razionale, contro ogni speranza annientata dal male così pervicace e violento, contro ogni speranza abbattuta dall'egoismo più ottuso: la speranza. "Pensiero fisso". Che evidentemente è lo stesso del papa, e si intuisce la confidenza, i discorsi profondi scambiati e accennati qui con pudore. Tu lo sai di che parlo, ecco. Ce lo siamo detti. Spero anch'io che sia come dici tu, contra spem. E se non è convincente la mia parola, se tentenna il pensiero, avvezzo all'esercizio del dubbio, è saldo il bene, che supera ogni distanza e ogni differenza. "Ti voglio bene davvero", è più di una preghiera. Seguita dall'adorazione della croce in nome della quale un uomo si è fatto sacerdote e martire, santo, Oscar Romero. "Non riesco a staccarmene". A non affidare a questo segno di morte e resurrezione la speranza flebile, l'indomita volontà di fare, le esitazioni, le impennate di rabbia, perché tutto non sia perduto e inutile.

E' così bella, questa lettera, che conviene credere che non sia vera. Ci tocca altrimenti chinare il capo, comprendendo che voleva dire il papa con quel "chi sono io per giudicare". Nessun "santo subito", che Pannella ci avrebbe fatto una risata, sprezzante, ma la certezza del Salmo: "Chi è mai l'uomo, perché tu te ne curi". Lui si cura proprio di tutti. Cristo, intendo. E il papa non fa altro che ricordarcelo.



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COMMENTI
22/05/2016 - NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE? (Giuseppe Schillaci)

Monica Mondo si vergogna per la "piccineria d'animo di chi proprio non riesce a smettere di giudicare", e per far questo si appella in maniera sghimbescia al celebre "chi sono io per giudicare?" di Papa Francesco, qui citato del tutto fuori luogo e contesto per giustificare un'autocensura della ragione umana. Io, al contrario, pur sapendo di sfidare gli anatemi della Mondo, e conservando il sacro rispetto per la persona umana di Pannella la cui anima è ora al cospetto della misericordia di Dio, ritengo che l'uomo non possa esimersi dal giudicare ciò che accade nella realtà. E dall'osservare che Pannella ha propugnato, insieme a diritti civili sacrosanti, la legittimazione "universale" di un variopinto sistema di libertà individuali accampate come diritti fondamentali, dall'aborto al matrimonio gay, agli altri ancora da realizzare: la step-child adoption, l'eutanasia, il poliamore, la pederastia. Pannella ha certamente contribuito a rendere peggiore questo Paese.

RISPOSTA:

È possibile che lei abbia ragione, sul fatto che l'ideologia radicale abbia reso peggiore questo paese. Bisognerebbe capire perché non si è riusciti a diffondere una cultura politica e un'idea di libertà differente. Forse grazie ai soli e troppi anatemi, da cui io ho sempre cercato di astenermi, anche perché non essendo un druido o un sacerdote d'Apollo non mi competono. Il "Chi sono io per giudicare" non era affatto citato a sproposito, a parer mio, semplicemente perché è sempre a proposito. E non parlo del giudizio culturale, di cui ho già detto, su responsabilità che vanno spartite con l'ignavia di chi avrebbe potuto e dovuto testimoniare un altro umanesimo; parlo ovviamente del giudizio morale. Che non tiene mai conto della libertà di Dio, che sceglie a chi proporsi e quando vuole, e soprattutto della libertà dell'uomo: qualcuno ricorderà la stizza del diavolo per quel Buonconte dantesco strappato all'Inferno per quella "paroletta", Maria, pronunciata all'ultimo respiro. Ma poi, santificazioni inopportune a parte, ci rende più felici, più aperti, lo stupore davanti al destino di un uomo, o il ribattere le nostre saldezze incrollabili? MM

 
21/05/2016 - la croce (roberto castenetto)

Perché Pannella non riusciva a staccarsi da quella croce? Forse perché è quella croce che risponde alla domanda di Kate, "che cosa espiamo?", nel grande romanzo di Bourget. Sei milioni di bambini abortiti solo in Italia dal 1974 ad oggi possono essere pagati solo con la croce.

 
21/05/2016 - la misericordia (ciro pica)

maria judina scrisse a stalin che anche lui sarebbe venuto dalla nostra parte, intendendo dalla parte dei credenti. certo il problema del male e della sua asimmetria complica e non poco i rapporti umani, ma a cosa è dovuta? l'unico fatto che crea eccezione sul destino umano è l'elezione. per una gratuita che possiamo definire extra, non per giustizia ma per un di più di amore ecco che la compagnia di Dio in terra può essere accolta custodita e riproposta. la veste per stare al banchetto ci è donata, l'uomo da se stesso non la possiede. in questo dare di Dio esplode il Mistero di Dio stesso. ergo chi merita e chi no? pura gratuità per la vita eterna.