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ISIS/ La bambina cristiana di 12 anni bruciata viva: è possibile perdonare il male?

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La mamma tra le fiamme prende la sua bambina, corre all'ospedale. E' tutta coperta di ustioni. Fa in tempo solo ad arrivare alla porta, la bambina sta esalando gli ultimi respiri. Fa in tempo a dire le sue ultime parole: "Mamma, perdonali".

Cosa permette a una bambina di 12 anni di morire con queste parole in bocca? Forse non era più lei a parlare, forse era Gesù sulla Croce a parlare, mentre attraverso le braccia della mamma la sorreggeva e la stava già portando via con sé in Paradiso.

Forse era una fede immensa, quella dei piccoli santi innocenti, che non odiano nessuno. Anche se la tua carne è stata bruciata e stai provando il dolore più sconvolgente. Forse è una fede vissuta per secoli in città e regioni dove cristiani e musulmani si sono accolti a vicenda, sostenuti, convissuto, rispettati, anche voluti bene. Una fede che è stata tramandata all'ultima cristiana, una bambina di 12 anni, ma non nelle parole e nelle intenzioni, ma nella carne, che adesso brucia. Una fede a cui l'hanno educata i genitori nella povertà e nella semplicità. Una fede che sopravvive nella carne bruciata di una bambina. Una fede che dice umilmente al mondo: perdonali. E' possibile questo a un essere umano, è possibile perdonare? E' una domanda che i cristiani devono porsi, perché non è scontato che siamo capaci di farlo. Certamente quelle parole della bambina sono l'unica certezza che un giorno in quelle terre oggi maledette si potrà tornare a vivere in pace: mamma, perdonali.

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