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Cronaca

ISIS/ La bambina cristiana di 12 anni bruciata viva: è possibile perdonare il male?

Bruciata viva dai miliziani dell'Isis una bambina cristiana di dodici anni, muore dicendo alla mamma di perdonarli. Come si può perdonare il male? di PAOLO VITES

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Come si fa a stare davanti a questo? Già, come si fa a stare davanti a tanto orrore che pare impossibile guardarlo, pensarlo, leggerlo? E' quanto scrive in un commento alla notizia pubblicata ieri sul sussidiario.net un lettore. Impossibile umanamente, sarebbe la risposta, anche se la domanda, forse, vuole suggerire che bisognerebbe agire in qualche modo per far sì che quanto accaduto non succeda più. Non si può stare inermi davanti a una bambina di 12 anni bruciata viva. Oppure, ancora, come si fa a stare davanti a una testimonianza di fede che sembra andare indietro nel tempo, fino a quel giorno sul Calvario quando Gesù, morente sulla croce si rivolse a Dio: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno".

In un giorno come un altro, di un orrore cominciato nel giugno di due anni fa, quando i miliziani dell'Isis occupano e mettono le loro bandiere nere nella città irachena di Mosul, la seconda città per importanza dell'Iraq, quando tutto il mondo guarda attonito senza capire quello che sta succedendo laggiù. Chi sono questi assassini e che cosa vogliono? Nel mondo sta facendo irruzione un male nuovo, ma antico, belluino e cattivo, per il quale vale solo l'esempio dei campi di concentramento nazisti oppure delle stragi di donne, vecchie bambini nella Bosnia musulmana. L'abbaglio del mondo occidentale sprofondato nel suo sonno farà scoprire solo troppo tardi cosa sta succedendo. 

In un giorno che non sappiamo esattamente quale - ma che importa - i nuovi nazisti bussano alla porta di casa di una famiglia cristiana. Apre una donna, le dicono che deve pagare "subito" la tassa di sottomissione all'Islam o dovranno andarsene immediatamente. E' la jizya, come insegna il Corano, che nei secoli antichi permetteva ai non musulmani di vivere "protetti" e professare la propria fede in libertà, anche se con meno diritti civili dei musulmani. Adesso è una scusa, per imporre violenza e morte. 

La donna dice loro: va bene, pago, lasciate solo che mia figlia esca dal bagno.

In casa ci sono solo lei e la figlia di 12 anni, sta facendo la doccia. Non c'è il marito e padre, probabilmente già ucciso dagli uomini del califfato. No, paga subito, "immediatamente" dicono gli uomini in nero. Un momento solo, implora la donna.  No neanche un secondo. Entrano in casa e vanno dritti nel bagno, danno fuoco alle tende, incendiano tutto. Quando hanno saputo che in casa c'era una bambina hanno goduto all'idea di farla morire nel modo peggiore possibile: a che punto può arrivare il male? A un punto sconfinato.