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GIUSEPPE GULOTTA / News: 22 anni in carcere da innocente, il più grave errore giudiziario in Italia (Il Labirinto, oggi 26 maggio 2016)

Giuseppe Gulotta, la sua storia protagonista nella prima puntata de "Il Labirinto": il più grande errore giudiziario d'Italia costatogli 22 anni di carcere da innocente.

Giuseppe Gulotta Giuseppe Gulotta

GIUSEPPE GULOTTA, NEWS: IL PIÙ GRAVE CASO DI ERRORE GIUDIZIARIO IN ITALIA, 22 ANNI IN CARCERE PER LA STRAGE DI ALCAMO MARINA DA INNOCENTE (IL LABIRINTO, OGGI 26 MAGGIO 2016) - Da questa sera prenderà il via su Rete 4 la nuova trasmissione dal titolo "Il Labirinto - Storie di ordinaria in-giustizia", condotta dal giornalista Carmelo Abbate a partire dalle ore 23:40 circa. Uno dei casi che sarà affrontato nell'appuntamento d'esordio, sarà quello di Giuseppe Gulotta, al centro di uno dei più clamorosi errori giudiziari mai vissuti in Italia. L'uomo, all'epoca dei fatti muratore di Certaldo, in provincia di Firenze, fu accusato di aver ucciso nel 1976 due Carabinieri in quella che fu definita la Strage di Alcamo Marina, in provincia di Trapani. Dopo gli iniziali sospetti ricaduti sulle Brigate Rosse, del delitto fu poi accusato e condannato proprio Giuseppe Gulotta, assolto dopo oltre 30 anni e dopo aver scontato 22 anni di carcere. La sua storia rappresenta ad oggi il più grande errore giudiziario d'Italia e verrà ripercorsa nel corso della prima puntata de "Il Labirinto" in onda nella seconda serata odierna. A sancire la sua assoluzione rispetto alle gravi ed ingiuste accuse che gli furono mosse, fu la Corte d'Appello di Reggio Calabria che intervenne solo nel 2012 confermando così la definitiva innocenza dell'uomo, vittima non solo di una grave ingiustizia giudiziaria ma anche di violenze e torture da parte degli investigatori dell'Arma al fine di estorcergli ciò che credevano fosse la verità sulla Strage di Alcamo Marina e costringendolo a firmare i verbali di confessione. "Aspettavo questo momento da 36 anni", aveva confidato Gulotta nel 2012, scoppiando in lacrime nel momento della lettura della sua assoluzione. Ad accusare il muratore fu Peppe Vesco, un giovane considerato vicino agli anarchici, poi successivamente arrestato. Le indagini sul duplice omicidio dei due Carabinieri furono caratterizzate da depistaggi e numerosi misteri, tra cui il dubbio suicidio dello stesso ragazzo, ma soprattutto dall'innocenza di Giuseppe Gulotta che con questa drammatica storia non c'entrava realmente nulla. La ritrovata libertà, Gulotta la deve ad un brigadiere in pensione che nel 2006 raccontò tutta la verità sulle sevizie che caratterizzarono le lunghe indagini. Di recente, esattamente lo scorso aprile, la Corte d'Appello di Reggio Calabria ha riconosciuto un indennizzo in favore di Gulotta pari a 6,5 milioni di euro a fronte di 22 anni vissuti in carcere ingiustamente. L'iniziale richiesta avanzata dal legale dell'uomo era decisamente più alta ed ammontava a 56 milioni di euro. Per tale ragione l'avvocato ha annunciato la possibilità di fare ricorso in Cassazione, commentando, come riporta Il Fatto Quotidiano: "Se da un lato siamo soddisfatti perché con la decisione dei giudici di Reggio Calabria finisce questo lungo percorso, dall’altro non ci soddisfa che sia stato riconosciuto un indennizzo e non un risarcimento". La notizia dell'indennizzo in suo favore è giunta proprio mentre realizzava la delicata quanto intensa intervista per la nuova trasmissione "Il Labirinto" condotta da Carmelo Abbate.

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