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GOLOSARIA/ Gli “artigiani” del gusto tra vasocottura e i gelati di Giotto

L'appuntamento è il 4 e 5 giugno a Villa Giusti Dal Giardino a Bassano del Grappa, per Golosaria Veneto. Una possibilità per conoscere alcuni artigiani del gusto, spiega MARCO GATTI

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Non ottimismo beota. O per dirla con il grande filosofo Augusto Del Noce, "nichilismo gaio". Ma ottimismo vero, che ha il profumo della speranza. Sarà una due giorni davvero da non perdere Golosaria Veneto (www.golosaria.it), l'evento che Paolo Massobrio e il club di Papillon hanno organizzato, allo scopo di fare conoscere alcune delle tante esperienze in atto nel mondo dell'agroalimentare, improntate all'innovazione. Una boccata di ottimismo, di speranza, appunto. Una possibilità di incontrare uomini e donne che, consapevoli di crisi, mondo che cambia, incertezza del futuro, invece di farsi travolgere dalla realtà, hanno preso sul serio la sfida di mettersi in discussione, e con quella creatività e capacità di sacrificio tutta italiana, hanno trovato nuove strade, in molti casi rivelatesi vincenti se non di grande successo.

L'appuntamento è il 4 e 5 giugno a Villa Giusti Dal Giardino a Bassano del Grappa. In questa splendida cornice, in programma momenti di confronto e di racconto e soprattutto la possibilità di conoscere alcuni dei migliori produttori di cose buone de ilGolosario, cuochi di osterie, trattorie e ristoranti del GattiMassobrio, artisti della pizza protagonisti di quel movimento di valorizzazione nato proprio in Veneto con il Mulino Quaglia di Vighizzolo d'Este (di questa "rivoluzione" si parlerà domenica alle 16), e ancora produttori di vini, e interpreti sapienti della cucina di strada. Insomma, artigiani e imprenditori che nel loro campo hanno saputo fare e fanno innovazione. Figure come Alessio Bottin che sfruttando l'innovazione tecnologica ha creato un laboratorio che sforna 1200 coperti al giorno, con due sole persone impiegate, con piatti preparati in sottovuoto o in vasocottura secondo un sistema brevettato da lui, che consentono la conservazione in frigo per sei mesi. O come Roberto Astuni e la magnifica confraternita dei Ristoratori De.Co. che han pensato di proporre i piatti della tradizione vicentina valorizzando i prodotti del territorio, le De.Co. , dando vita a un circolo virtuoso dalla terra alla tavola al consumatore. A campioni del vino come Anselmi, che nemmeno l'alluvione ha fermato, o Salvan, "angelo matto" dei Colli Euganei, piuttosto che a realtà come Maeli, San Giuseppe, Secondo Marco, giovani che hanno preferito la terra alla scrivania e con Fior d'arancio, Prosecco e Amarone hanno creato cantine che oggi sono punti di riferimento nei loro territori.