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SUPER BATTERIO / Resistente agli antibiotici, la klebsiella è il più pericoloso. Le cure sono possibili (Report, 29 maggio 2016)

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Milena Gabanelli, conduttrice di Report  Milena Gabanelli, conduttrice di Report

SUPER BATTERIO, RESISTENTE AI FARMACI: LA KLEBSIELLA E' IL PIU' PERICOLOSO. LE CURE SONO POSSIBILI (REPORT, 29 MAGGIO 2016) - In questi minuti, la trasmissione Report sta illustrando i diversi aspetti del Super Batterio, resistente al trattamento con gli antibiotici. Diverse le testimonianze di familiari e di diretti interessati che, nei casi più ottimisti, si sono visti diagnosticare la Klebsiella. Questo particolare batterio è presente nelle mucose delle vie respiratorie e nell'intestino degli esseri umani, particolare che lo rende anche altamente diffondibile. Come ci spiega il servizio inchiesta, paradossalmente i luoghi più a rischio sono proprio gli ospedali e le cliniche, dato l'alto numero di pazienti che potrebbero essere degli ignari infetti. Il reparto di controllo dei rischi, presente in ogni struttura medica, si interessa anche dell'individuazione delle infezioni e della loro classificazione. In questo modo tutti i pazienti trovati colpiti da infezioni da Super Batterio, vengano curati in maniera mirata e precisa. La difficoltà, appunto, è che forme infettive di questo tipo non sono curabili con un antibiotico generico, ma devono essere trattate con cure specifiche. L'isolamento del paziente infetto quindi non è fine a se stesso, ma è il primo step per limitare la diffusione verso altri pazienti e di conseguenza a familiari e conoscenti. 

APOCALISSE ANTIBIOTICA, E' ALLARME PER I BATTERI RESISTENTI: NEL 2050 PREVISTI MILIONI DI DECESSI (REPORT, DOMENICA 29 MAGGIO 2016) - Un rovescio della medaglia della larga disponibilità dei farmaci sul mercato starebbe portando verso quella che viene definita dall'Associazione Mondiale della Sanità come Apocalisse Antibiotica. L'allarme è stato lanciato dal governo del Cameron che ha commissionato un'analisi attenta del problema all'economista Lord O'Neil. Secondo la relazione, nel 2050 saliranno a 10 milioni le vittime provocate dall'Apocalisse Antibiotica, molte di più di quelle che ogni anno colpisce il cancro. La notizia preoccupante riguarda anche l'Italia, perché l'uso smodato di antibiotici non porta ad altro che ad aumentare la resistenza di batteri e virus che diventano quindi immuni alle cure. Se ne discuterà ampiamente in un servizio di Report di questa sera, a cura di Sabrina Giannini che introdurrà il tema della "Resistenza passiva". Nel nostro Paese, riporta un servizio del Corriere della Sera, ci sarebbe infatti la più alta percentuale di resistenza verso gli antibiotici. I dati nazionali parlano di 4 milioni di infezioni dovute a batteri resistenti nella sola Europa che hanno provocato poi quasi 37mila decessi nei soli ospedali. E' proprio nelle strutture di cura e pronto soccorso del malato che si sviluppa la più grande quantità di batteri, grazie anche all'ambiente saturo di virus. Non sono pochi i Paesi in tutto il mondo che si sono attivati per debellare la pandemia, ovvero un'epidemia che garantisce, in virtù di questi dati, di diffondersi a livello globale nel giro di poco tempo. L'Unione Europea è a conoscenza di quanto stiano diventato sempre più resistenti i batteri, ma sono pochi i controlli e le contromisure adottate finora. I Paesi finora più avanzati che stanno cercando di limitare i danni fin da oggi sono Paesi Bassi e Danimarca, ma anche Inghilterra ed altri. Negli Stati Uniti per esempio sono stati stanziati diversi milioni di dollari per adottare delle misure difensive, come il cosiddetto "programma 10x20" che prevede la scoperta di 10 nuovi antibiotici da scoprire entro il 2020. L'entità del problema è elevata, dato che tutti quegli ambienti ad oggi considerati protetti, come le sale per gli interventi chirurgiche, non potranno più essere considerate sterili. Anzi diventeranno proprio i luoghi in cui si svilupperà maggiormente la proliferazione di virus. Ma dove sono da ricercare le cause di tutto ciò? Una delle principali sarebbero gli allevamenti intensivi, dove viene destinato il 70% degli antibiotici prodotti in tutto il mondo. E questo vuol dire inevitabilmente che dai macelli passino poi ai piatti di milioni di persone che, ignari di tutto, consumano alimenti in realtà nocivi. Non bisogna pensare però che basti limitare o eliminare il consumo di carne per considerarsi "salvi". La proliferazione dei batteri resistenti si diffonde facilmente e basta una sola persona portatrice per estendere l'epidemia ai conviventi o ad altri pazienti presenti negli ospedali. L'uso spasmodico di antibiotici in situazioni irrilevanti, come per la cura di stati febbrili o infezioni da virus, non fa che aumentare la presenza dei batteri che sono immuni al trattamento degli antibiotici. Una volta somministrato il farmaco, i batteri non resistenti infatti verranno eliminati, ma rimarranno quelli che invece non sortiscono alcun effetto dalla cura. 



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