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Cronaca

Giorgio Albertazzi / Il saluto in Toscana, niente funerali: quel sogno di un “Romeo & Giulietta” con Valeria Valeri (oggi, 28 maggio 2016)

Giorgio Albertazzi morto: il grande attore nativo di Fiesole si è spento all'età di 92 anni. La sua ultima apparizione in palcoscenico ne "Il Mercante di Venezia". Lutto nel mondo del teatro

Giorgio Albertazzi (Fonte Infophoto)Giorgio Albertazzi (Fonte Infophoto)

Solo due settimane fa l’ultima intervista di Giorgio Albertazzi al settimanale Oggi aveva lasciato molto più di un’impressione rispetto alla sua malattia: sentiva che se ne stava andando e la sua morte è in effetti arrivata pochissimo giorni dopo. «Sto andando via, lo so benissimo. Lo so e lo sento e non me o nascondo, Ho il coraggio di dire che sto morendo, Perché non è la verità? Non giriamoci intorno dai, che vuoi che sia. Io non ho paura e non è una cosa strana, semplicemente la mia vita è alla fine. La vita inizia e poi finisce». Una speranza, nonostante non fosse credente, però per Giorgio Albertazzi rimaneva sempre, insieme ad un bel po’ di rimpianti: «non credo che di là ci sia il vuoto assoluto. Il bella della vita è anche la certezza di non sapere cosa c’è dall’altra parte. Nessuno è mai tornato da quel posto e se è ornato non è nei nostri sensi e non lo abbiamo capito. A volte ho come l’impressione di avere dei segnali quando me l’aspetto. Sognavo di mettere in scena Giulietta e Romeo interpreta da due vecchi: io e Valeria Valeri». Non ce l’ha fatta. Ma non importa, buon riposo Giorgio.

Oggi non ci saranno funerali per Giorgio Albertazzi, ma solo un grande saluto dagli amici: ha scelto così lo stesso attore 92enne, morto ieri nella sua Maremma dopo una lunga malattia. In scena fino all’ultimo, sul pezzo come sempre il grande attore italiano si è spento nell’abbraccio dei suoi cari che oggi lo ricorderanno nella tenuta di famiglia alla Pescaia di Grosseto. Il comunicato diffuso dalla famiglia Albertazzi recita proprio così, “non sarà un funerale oggi, domenica 29 maggio 2016, perché Il Maestro desiderava così, un semplice saluto agli amici alle ore 17 nella tenuta di famiglia”. Giorgio Albertazzi verrà ricordato per sempre per essere stato uno dei più grandi attori italiani di sempre: una carica e una maestria difficilmente imitabili. Oggi il saluto non con funerali perché non era credente: amava dire, “io non sono credente, come non lo era Kafka”. Questo non toglie che lassù, da qualche parte, lo stesso attore verrà accolto nel suo viaggio dopo la morte: e il saluto di oggi degli amici è solo l’inizio di questo viaggio.

L'attore Giorgio Albertazzi, ricordato come l'ultimo imperatore per la sua celebre interpretazione di Adriano in vari teatri, è stato sempre fra i più amati dagli spettatori italiani. Anche per quella sua verve che lo portava a vivere un po' al di fuori di contesti perbenisti e pudici che spesso si attribuisce al teatro. In un'intervista di Vanity Fair di qualche anno fa, Albertazzi infatti discusse a lungo di una scena in cui si era mostrato nudo a teatro. "Gli attori italiani fino al dopoguerra", disse, "erano molto pudichi, non sapevano che farsene del loro corpo. E' un retaggio della cultura cattolica, quella che chiama i genitali "pudenda", ossia vergogne: che assassinio etico definirli così". In quella stessa occasione l'attore si espresse in modo positivo nei confronti della sua stessa vecchiaia, affermando che solo con la maturità è riuscito ad apprezzare realmente il proprio corpo. Secondo Giorgio Albertazzi, esisteva ed esiste infatti una fusione fra il proprio io interiore e l'esteriore che porta verso un'identificazione totale. Con il passare degli anni invece c'è un distacco del corpo che non segue il passo con la mente o con lo spirito. "Io sono favorevole a Protagora, non a Platone: per me contano più i sensi delle idee, del mondo iperuranio. Il corpo è l'anima". 

La morte di Giorgio Albertazzi, il grande attore teatrale spentosi questa mattina all'età di 92 anni, è stata commentata con rammarico anche dalle più alte cariche dello Stato italiano. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un passaggio di una nota diramata in mattinata, come riporta l'Ansa, ha definito Albertazzi "uno dei massimi interpreti del teatro e del cinema italiano contemporaneo", nonché "punto di riferimento e maestro per generazioni di attori e registi". Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la cerimonia di inaugurazione della 15/ma Biennale Architettura ha ricordato Albertazzi definendolo "un grande italiano, che ha fatto la storia del teatro e parzialmente del cinema", esaltandone le qualità di "artista che è stato contemporaneamente classico e controcorrente". Infine il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha salutato "un pilastro della storia del teatro del novecento".

Il mondo del teatro è in lutto per la morte di Giorgio Albertazzi, il grande attore nato a Fiesole 92 anni fa che questa mattina si è spento nella tenuta di famiglia in Maremma. A ricordare Albertazzi intervenendo all'Ansa c'ha pensato un altro grande maestro del teatro italiano come Gigi Proietti, che ha definito l'esperienza di dirigere il grande Giorgio pari a quella che si può provare nel "suonare uno Stradivari". Proietti ha parlato del ruolo interpretato da Albertazzi per il teatro italiano:"Era il più grande attore italiano. Il pubblico lo sapeva benissimo e forse anche lui era cosciente del compito di essere l'ultimo dei grandi. Ma sempre con la voglia di sperimentare, di non essere mai ovvio". Proietti ha anche svelato come si rapportava Albertazzi nel confronto del regista:"Non bisognava certo dirgli come affrontare le battute. Anche se in realtà era talmente grande che un consiglio lo poteva anche seguire".

Il grande Giorgio Albertazzi si è spento questa mattina all'età di 92 anni, come ha spiegato la famiglia in una nota, "nella tenuta della famiglia in Maremma". Letale, per l'attore di teatro toscano, è stata una sofferenza al cuore che ha fatto sì che Albertazzi cessasse di respirare alle ore 9 di questo sabato 28 maggio 2016 con accanto "la moglie Pia Tolomei di Lippa sposata davanti a a Valter Veltroni nel 2007 nella chiesetta sconsacrata di Caracalla quando lui aveva 84 anni e lei 48". Nel comunicato diramato questa mattina, la famiglia ha svelato anche l'ultimo sogno, rimasto purtroppo irrealizzato, di Giorgio Albertazzi:"Mettere in scena Giulietta e Romeo interpretato da due vecchi attori, con Valeria Valeri". Il commiato da Albertazzi avrà luogo domani, in Maremma:"Non sarà un funerale, perché il maestro desiderava così, ma un saluto agli amici domani, domenica, alle 17 agli amici nella tenuta di famiglia alla Pescaia di Grosseto".

Giorgio Albertazzi è morto oggi, 28 maggio 2016, all'età di 92 anni. L'attore e regista teatrale nativo di Fiesole, era nato il 23 agosto 1923 e aveva debuttato in teatro nel 1949 con Luchino Visconti. Albertazzi è stato in scena fino a poche settimane fa: la sua ultima apparizione in teatro è stata quella ne Il mercante di Venezia. Due anni fa, a 90 anni, partecipò al programma di Rai Uno Ballando con le stelle. Come riferisce il Corriere della Sera Giorgio Albertazzi "amava ricordare quando, nel 1964, fu il suo 'Amleto' con la regia di Zeffirelli a essere selezionato e rappresentato all’Old Vic di Londra per celebrare il 400° anniversario della nascita del Bardo". Giorgio Albertazzi ha avuto una carriera che ha spaziato dal cinema alla televisione. Indimenticabili i film come 'L’anno scorso a Marienbad' e gli sceneggiati come 'L’idiota' e 'Jeckyll'. Tra le sue interpretazioni teatrali di maggiore successo si ricorda 'Memorie di Adriano' della Yourcenar con la regia di Maurizio Scaparro. L'ultimo desiderio di Albertazzi però non è stato assecondato: il "perdente di successo", come amava definirsi, desiderava infatti morire sul palcoscenico. Fu lo stesso Albertazzi ad ammettere di invidiare la sorte riservata ad un grande come Molière:"Quando morì in scena mentre recitava il “Malato immaginario”, il pubblico in sala, che non si era accorto del decesso, mormorò: “stasera ha recitato male la parte del morto”... ed era morto davvero!".

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