BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LA STORIA/ Caterina, Sebastiano, la droga: quando la vita ci chiede di ripensare tutto

Infophoto Infophoto

Per alcuni i figli. Un mondo e un universo ancora molto esteso che esprime il male di vivere che, ogni tanto, attanaglia giovani e meno giovani. Molto facile, spesso, il commento di quelli che guardano da fuori, con distacco. "Quelli che stanno lì se la sono cercata" — mi sono sentita dire l'altro giorno da un conoscente. "Hai dei figli? — gli ho chiesto. Il suo sguardo è cambiato immediatamente e ha riconosciuto: "Capisco quello che vuoi dire, ci penso anche io talvolta". 

La bellezza di questo libro che si intitola Soffia forte il vento nel cuore di mio figlio è tutta qui. Nel percorso che porta un'intera famiglia a mettersi in discussione e a ripensare tutto. Non colpevolizzando soltanto un individuo, ma capendo cosa lo ha portato a smarrirsi. E non sempre lo smarrimento è isolato, anzi. Illuminanti le parole dell'educatrice che accoglie Sebastiano in comunità: "Noi lo prendiamo a patto che tutta la famiglia, specialmente i genitori, sia disposta a mettersi in gioco in un percorso terapeutico congiunto. Perché la fatica la dovete fare tutti, non solo lui. È il patto tra voi e noi: chi varca la soglia non è uno scomodo pacco postale che ci viene affidato e di cui ci si sbarazza, del tipo: Vai in comunità e ci vediamo tra due anni... Per ricostruire, a volte si deve demolire, rimettere le cose a posto, ancor prima che nei nostri residenti nei loro genitori e nelle loro famiglie". Rimettersi in gioco. Difficile, talvolta frustrante. Talvolta l'unica via di uscita. 

"Il più bel regalo che potete fare ai vostri figli — scrive Carolina — è lasciare memoria scritta della vostra vita". Un testo che invita a riflettere e a ripensare il proprio rapporto coi figli. Io, da quando l'ho letto, cerco il Sebastiano che può nascondersi nei miei figli senza che io me ne accorga. E spero di essere in grado di ascoltarlo e aiutarlo. Spero.

© Riproduzione Riservata.