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Cronaca

FORTUNA LOFFREDO / News, Marianna Fabozzi picchiata in carcere: "Ha rischiato un vero e proprio linciaggio" (Oggi, 5 maggio 2016)

Fortuna Loffredo, ultime news: le accuse del padre alle persone che conoscerebbero la verità sulla morte della figlia. L'uomo è intervenuto nella puntata di ieri di Pomeriggio 5.

Fortuna LoffredoFortuna Loffredo

La notizia ha fatto velocemente il giro della rete nella giornata odierna: Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo, presunto assassino di Fortuna Loffredo, sarebbe stata picchiata in carcere di Pozzuoli poco dopo il suo arrivo avvenuto ieri. La donna, madre di Antonio Giglio, sarebbe stata aggredita dalle sue compagne di prigionia, come riporta il quotidiano Repubblica.it, il quale ha svelato le parole di Donato Capece, segretario generale Sappe. A sua detta, le donne della polizia penitenziaria sarebbero immediatamente intervenute in difesa della Fabozzi e due agenti sarebbero rimaste ferite. "Sono ora state rafforzate le misure di vigilanza e di sicurezza nei confronti della detenuta che ha rischiato un vero e proprio linciaggio", ha spiegato Capece. "In carcere, infatti, i reati a sfondo sessuale hanno anche la riprovazione degli alti ristretti e compito della polizia penitenziaria è impedire gesti inconsulti e violenti come quelli di oggi a Pozzuoli", ha concluso.

La morte di Fortuna Loffredo ha scosso molto l'Italia intera, compresa la celebre criminologa Roberta Bruzzone, la quale è stata nominata consulente della famiglia della vittima, occupandosi così del giallo. La Bruzzone, in base a quanto riportato dal sito NapoliToday, avrebbe accettato l'incarico a titolo di gratuito patrocinio per motivi di giustizia e per la gravità del caso. Domani, come riportato dalla stessa criminologa sulla sua pagina Facebook, insieme alla sua squadra sarà a Caivano al fianco dell'Avvocato Pisani (legale della famiglia della piccola Fortuna) per far luce su molti punti ancora poco chiari della vicenda. Lo stesso avvocato avrebbe commentato: "Con il contributo della esperta criminologa intendiamo far luce su tanto orrore e su altre oscure situazioni, nella speranza di sottrarre altri bambini al mostruoso giro di abusi e violenze che emerge dalle indagini".

Ancora un colpo di scena nel giallo di Fortuna Loffredo, la bambina di Caivano morta due anni fa dopo essere precipitata dall'ottavo piano del palazzo nel quale viveva. Come riporta oggi Il Mattino, le indagini proseguono portando ad una nuova ondata di indagati tra i residenti del Parco Verde. La novità più grande però, riguarda l'iscrizione nel registro degli indagati della famiglia Guardato. Otto componenti, tra i quali spicca anche la madre di Fortuna Loffredo, Domenica, sarebbero stati indagati per incendio doloso. Secondo gli inquirenti avrebbero preordinato e messo in atto l'incendio avvenuto con il lancio di una bottiglia molotov contro l'abitazione di Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo (in carcere per l'omicidio di Fortuna) e madre di Antonio Giglio, poco dopo la svolta dei giorni scorsi. Domenica ai giornalisti si sarebbe limitata a commentare: "Non sappiamo le motivazioni di quest’atto giudiziario. Della cosa se ne occuperà Gennaro Razzini, uno dei nostri avvocati".

L'arresto di Raimondo Caputo, presunto assassino di Fortuna Loffredo, è stato seguito dalla notizia di una violenta aggressione a suo carico avvenuta in carcere da parte di altri detenuti, al punto da aver portato l'uomo ad essere trasferito in una cella in isolamento. La medesima sorte ora sembra essere toccata anche alla compagna, Marianna Fabozzi, arrestata ieri dopo aver violato i domiciliari con l'accusa di concorso in violenza sessuale ai danni di una delle figlie. A riportare la notizia è il sito Leggo.it, secondo il quale la donna sarebbe stata picchiata nel carcere femminile di Pozzuoli. La Fabozzi, oltre ad essere compagna di Caputo è anche la madre di Antonio Giglio, il bambino morto circa un anno prima di Fortuna Loffredo, nelle medesime inquietanti modalità, precipitando dai piani alti del palazzo nel quale viveva a Caivano.

Il caso di Caivano relativo alla terribile uccisione di Fortuna Loffredo continua a restare centrale nella cronaca nostrana. Dopo le polemiche scaturite ieri in rete in seguito alle esternazioni di Corrado Augias, il quale alla trasmissione di La7, DiMartedì, aveva commentato l'uccisione della piccola sottolineando come la stessa si atteggiasse a sedicenne, oggi è intervenuto anche il padre di Fortuna. Pietro Loffredo, a La Zanzara su Radio 24 ha commentato le parole dello scrittore rivelando di essere stato denunciato per diffamazione: "E' vergognoso quello che ha detto su mia figlia", ha asserito. Il padre di Fortuna ha proseguito: "Augias non sa nemmeno quello che dice, non sa quante bambine a 4 anni vedono i grandi e vogliono truccarsi o vestirsi come loro". "Augias non è normale se fa un paragone del genere", ha poi chiosato. A rincarare la dose è stato anche il legale della famiglia della vittima, avvocato Angelo Pisani, il quale sempre in riferimento all'intervento ritenuto fuori luogo da parte di Augias ha commentato: "E’ una vergogna quello che ha detto Augias perché voleva alludere che questa bambina di 6 anni potesse aver provocato il pedofilo o era giusto che corresse questi pericoli. E’ una affermazione di una gravità enorme e di un’ignoranza infinita".

Il caso di Fortuna Loffredo prosegue tra intrighi e brutti giri attorno al delitto ormai conclamato della piccola bambina di Caivano: mentre si indaga ancora sul “palazzo degli orrori” di Parco Verde, emerge una novità anomala. È stata arrestata ieri la mamma di Antonio Giglio, l’altro bambino morto in circostanze molto simili a Fortuna, nonché compagna di Raimondo Caputo (il presunto assassino): era ai domiciliari per concorso in violenza sessuale ai danni di una delle due figlie, la stessa per cui Caputo era già in carcere prima dell’accusa di aver ucciso e abusato di Fortuna Loffredo. Alla donna è stato contestato di aver violato le regole dei domiciliare per aver risposto ad alcune domande dei cronisti uscendo dal perimetro della casa, sembra da quanto emerge dalla custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli. Ora Marianna Fabozzi è in carcere a Pozzuoli e da qui verrà sentita altre volte per provare a chiarire una volta per tutte la sua posizione e versione rispetto al bruttissimo caso di cronaca che coinvolge due vittime innocenti.

Il padre di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni morta dopo essere precipitata dall'ottavo piano della palazzina nella quale abitava al Parco Verde di Caivano, è intervenuto ieri nel corso della nuova puntata di Pomeriggio 5. In collegamento con Barbara d'Urso, l'uomo ha parlato a lungo della vicenda in merito alla quale, a sua detta, ci sarebbero ancora molti lati oscuri, a partire dalle persone che avrebbero nascosto la scarpetta di "Chicca", come veniva affettuosamente chiamata la bimba, vittima di violenze e "reiterati abusi". L'uomo, nel corso del suo intervento si è domandato come mai Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo (presunto orco-assassino di Fortuna) starebbe ancora ai domiciliari dopo quanto commesso ai danni delle suoi figli e della piccola Fortuna Loffredo. In merito alla donna, è di ieri sera la notizia del suo arresto, come riportato da Repubblica.it. La compagna del presunto pedofilo che avrebbe gettato nel vuoto Fortuna Loffredo dove aver respinto l'ennesimo tentativo di violenza, avrebbe violato gli arresti domiciliari ai quali era stata sottoposta con l'accusa di favoreggiamento agli abusi nei confronti della figlia. Tornando alle dichiarazioni del padre di Fortuna Loffredo, rilasciate nel corso della lunga intervista a Pomeriggio 5, l'uomo ha ammesso di non essersi mai accorto degli abusi che subiva la piccola figlia da parte dell'orco, anche a causa della sua "assenza forzata": "Non avevo il tempo, io mia figlia l'ho vista 5-6 volte in 5-6 mesi perché purtroppo ero recluso", ha dichiarato, pur ammettendo di essersi sempre interessato dei suoi figli nonostante abbia pagato con il carcere i suoi errori. L’attenzione si è poi spostata sul presunto assassino di Fortuna, Raimondo Caputo, arrestato nei giorni scorsi: “Penso che chiunque lo ammazzerebbe per quello che ha fatto”, ha commentato il padre della vittima, per il quale ciò che lo spinge oggi a chiedere giustizia sarebbe proprio l’odio. L’appello più volte ribadito nel corso del suo intervento è stato rivolto alle tante persone che, a sua detta, saprebbero molte cose sulla morte della figlia: “Ciò che mi interessa è che le persone che sanno devono cominciare a parlare. Se vogliono davvero bene a Fortuna devono dire la verità”.

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