BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

SPILLO/ La "questione morale"? Ser Ciappelletto è ancora tra noi

Sindaci anticorruzione che truccano le gare, giornalisti antimafia che estorno pizzi. SERGIO LUCIANO si domanda cosa sia cambiato dai tempi di Ser Ciapplletto, l'archetipo della menzogna

InfophotoInfophoto

Dire una cosa e farne un'altra. Sfoggiare etica, praticare disonestà. Tra un sindaco che ostenta l'organizzazione di corsi anticorruzione (fino a rimanerne paradossalmente vittima) ma intanto trucca le gare; e un giornalista antimafia celebrato dal premier che invece, nella realtà, estorce pizzi... Non resta che amaramente rifugiarsi nella forza riassuntiva — e divinatrice! — della letteratura.

E capire meglio perché Boccaccio, come protagonista della novella numero uno del Decameron, scelse proprio Ser Ciappelletto: "Era questo Ciappelletto di questa vita: egli, essendo notaio, avea grandissima vergogna quando uno de' suoi strumenti, come che pochi ne facesse, fosse altro che falso trovato; de' quali tanti avrebbe fatti di quanti fosse stato richesto, e quelli più volentieri in dono che alcuno altro grandemente salariato. Testimonianze false con sommo diletto diceva, richiesto e non richiesto; e dandosi a que' tempi in Francia a' saramenti grandissima fede, non curandosi fargli falsi, tante quistioni malvagiamente vincea a quante a giurare di dire il vero sopra la sua fede era chiamato". E sul punto di morte arriva a sfidare Dio, traendo in inganno il prete con una falsa confessione e a passare per santo, con tanto di seguito di fedeli e postulanti.

Chiaro? Ser Ciappelletto archetipo italiano. Il peccatore incallito che simula santità. L'esteta della menzogna. Il nemico giurato della verità e dell'etica. Anno Domini 1350. Cos'è cambiato?

© Riproduzione Riservata.