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BRUNO LAUZI/ Il destino e quell'agnolotto del plin di Mariuccia Bologna sul letto di morte

Pubblicazione:martedì 14 giugno 2016

Copertina del libro Bruno Lauzi Copertina del libro Bruno Lauzi

Il suo disco migliore, io credo, è il Dorso della Balena, che mi fece ascoltare in auto, in anteprima, assieme a una canzone, “Ho incontrato Dio sulle spiagge di Rio”, che segnava i suoi passaggi di domanda sull’esistenza di Dio. Quando stette per morire, volle assaggiare un agnolotto del plin di Mariuccia Bologna e chiese a Giovanna di avvisare solo gli amici per il funerale nella chiesetta di san Bovio, un funerale cristiano. Io credo che Lauzi, con la sua compagnia, le sue canzoni, la sua arguzia, sia stato qualcosa che centra col volto di Dio: “Che ha un faccia un po’ così e un’espressione un po’ così”. E’ stato talmente grande questo piccolo uomo che giovedì 23 e venerdì 24 a Rocchetta verrano 60 artisti, da Gino Paoli a Paolo Conte, da Pippo Baudo a Iva Zanicchi. Ha coordinato tutto Franco Fasano (e mi manchi...) dando il titolo a un evento spontaneo che sarà “Ritornerai”, come una sua celebre canzone. Ci saranno altri compositori, da Lavezzi a Oscar Prudente, da Vince Tempera a Ghielmetti. E poi ci saranno i suoi ragazzi. E soprattutto ci sarà lui, che vedrà questo spettacolo di umanità varia, con tanti che erano (o forse sono) di sinistra: ma cos’è la destra o cos’è la sinistra ? Direbbe Gaber. Rimane solo il bello della canzone, il gusto della Barbera, l’umanità varia che ancora si incontra, nel nome di un geniale grande piccolo uomo.



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