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PENSIONATO SUICIDA/ Se la libertà è più forte di qualunque crack bancario

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Vegas se ne andrà? E cosa cambia? Le banche sono il cuore di un sistema malato, che ha fatto dei soggetti produttivi e dotati di risparmio di molti territori italiani la leva per operazioni miste che vanno dall'uso dei conti correnti come grasso che fa scivolare la mano in Borsa a copertura di debiti non regolarmente dichiarabili. E' un asset malato che data tardi anni 90 del secolo scorso e in America ha visto Bill Clinton sponsorizzare la dilatazione dei mutui subprime alle classi svantaggiate, i neri poveri e utili alle nuove corse elettorali, per intendersi; scandalizzarsi di ciò oggi equivale a scandalizzarsi della presenza della violenza nelle strade di Napoli o di Palermo. Molto ci vorrà perché questo mix di bancocentrismo e parassitismo burocratico, che oltrepassa il cinismo, venga debellato, se mai quest'opera venga mai del tutto realizzata, e nel frattempo molte teste coronate del sistema di vigilanza, più o meno distratta, potranno cadere, ma la questione rimarrà in piedi.

Non rimarrà in piedi, ecco la differenza specifica, come un punto a cui guardare per riformare il sistema creditizio e bancario in genere, ma come la censura di ciò che può causare la decisione tragica di porre fine alla propria vita. Da questo punto non si esce con le denunce o con le grida strozzate in gola. C'è dell'altro — davvero a/Altro da considerare — e i conti non torneranno mai.

"Troppa luce abbaglia", scrive Pascal nel famoso frammento 458 dei suoi Pensieri. Luce di neon da caserma o di primo sole mattutino, sempre troppa e troppo orientata sulla faccia. Un colpo di pistola segnala, con la sua esplosione imprevista, un altro orizzonte. E, piaccia o non piaccia, non c'è capro espiatorio o dimissione forzata che possa attutire il suo impatto.

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