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SPILLO/ Così la scuola "attacca" il cervello dei bambini

Pubblicazione:domenica 19 giugno 2016

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Attenzione, cambiare è possibile, perché è l'istruzione ad essere un diritto per tutti, non "la scuola come la conosciamo oggi" che oscilla tra babysitteraggio e nozionismo. Purtroppo oggi l'una è un sinonimo dell'altra perché i ragazzi non sono una priorità per chi fa le leggi: sono solo consumatori in miniatura da sfruttare e futuri elettori… ma solo "futuri", dunque non una priorità: la priorità per chi fa le regole è chi vota. 

Potrebbe qualcuno obiettare che già il sistema scolastico si è molto piegato e semplificato verso i comodi dei giovani, riducendo programmi, essendo più permissivo e in parte è vero; ma siamo sicuri che si è semplificato nei punti giusti o magari si sono scelte semplificazioni inutili e quelle giuste che invoglierebbero allo studio e alla responsabilità sono ancora lontane a venire? Tanti segnali mostrano che per ottenere successi bisogna rifare il mondo scolastico su basi pediatriche e adolescentologiche perché i ragazzi non sono al mondo per imparare nozioni che giustifichino l'esistenza delle scuole, ma al contrario è la scuola che è creata per assecondare le inclinazioni dei ragazzi (cioè aiutare i genitori a farlo secondo l'art 147 del codice civile). E se questo significa farli stare meno a scuola va bene, o farli entrare a scuola più tardi, va bene, o farli stare di più all'aperto o a contatto di un mondo meccanico a seconda delle inclinazioni o della specificità ecologica locale va bene, sempre che non si divida chi fa cosa su base di reddito o di ceto o di etnia. Ovvio che questo rende le cose difficili in un mondo di genitori che ha i ritmi dell'industria e del lavoro extradomiciliare. Ma è di questo, di creare un paese a misura di bambino, a misura di famiglie e di creare un mondo del lavoro a misura umana — e di cos'altro sennò? — che lo stato si deve occupare. 

Ricordate allora l'allarme: il mondo scolastico "industria-friendly" obbliga i ragazzi a svegliarsi mentre stanno invece producendo il massimo del sonno e dunque della crescita cerebrale; vale la pena di sottolineare questo singolo fatto per capire che qualcosa non va e per ritrovare altre decine errori biologici che diamo per scontati nel nostro sistema scolastico: dalla sedie troppo basse, alla postura fissa e sbagliata che inducono, agli spazi ristretti che danneggiano il fisico e la vista e così via, per arrivare agli errori mentali di pesare troppo le nozioni e troppo poco le inclinazioni personali: ogni riforma che parli solo di chi assumere o di quali nuovi nomi dare al nuovo tipo di scuola superiore, è solamente e solarmente inutile. 



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