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LA PASSERELLA DI CHRISTO/ Camminare sul Lago d'Iseo, bellezza per tutti

Boom di visite per la passerella galleggiante installata dall'artista bulgaro-americano Christo Vladimir Yavachev sul Lago d'Iseo. Ma è "arte" o no? MAURIZIO VITALI

Veduta dell'installazione (Foto da quotidiano.net) Veduta dell'installazione (Foto da quotidiano.net)

Domenica mi è arrivata su whatsapp l'istantanea di un mio grande amico in piedi sorridente su un'autostrada pedonale giallo-arancione, ai lati l'azzurro delle acque, sullo sfondo la sagoma del monte scuro e arcigno sorgente in mezzo al lago. Lui si chiama Teo. La foto l'ha mandata sua moglie, che l'ha appena scattata, con questa sola parola di commento: "Unico". Gli altri amici del gruppo whatsapp mettono i loro like, come si usa: Che bello. Fortunati voi. Buona passeggiata sull'acqua. Poi c'è l'Achtung dell'altro mio grande amico Peo: "Geniale operazione di marketing, ma per favore non si parli di arte che è un'altra cosa. Buona domenica".

Buona domenica un tubo. Io gli amici cerco di prenderli sul serio, e mi trovo un po' diviso in due. Già: è arte quella roba lì? e poi, che cosa è arte e che cosa no? Gli impressionisti, quando hanno messo in mostra le loro tele dipinte en plein air, sono stati trattati da imbrattatele. Errore. Adesso vanno a mille. Vabbé, ma i canoni, dove li mettiamo? E la finalità: edificante, estetizzante, socialmente impegnata?

Boh. Ci devo riflettere. Oh mamma, mi gira la testa.

Calma. Ricapitoliamo. Il mio amico Teo è intelligente e gran lavoratore. Ha i piedi per terra. In casa lui e la moglie hanno sempre avuto uno stipendio solo, il suo, con cui hanno fatto studiare quattro-figli-quattro nelle scuole private cattoliche, e con cui per decenni si sono concessi vacanze quasi zero.

Domenica però si sono regalati il Floating Piers di Christo Vladimir Yavachev. Hanno mandato la foto di cui sopra, con la scritta "unico". Cosa si aspetta? chiede una tv locale a Teo. "Mi aspetto una cosa unica", è la risposta. Teo racconta che la cosa unica l'ha provata davvero: quell'ora di serena emozionante passeggiata solidale con il muoversi del lago dove in quel momento lo calpesti; il trovarsi ritto in piedi  a osservare lo specchio dell'acqua tutt'attorno a te, fino alle rive da un lato, fino all'isola grande e a quella piccola, dall'altro... Il giallo e l'arancione sfavillanti della pista sull'acqua appaiono una meraviglia di luce-colore alla casalinga moglie di Teo, che ne osserva il continuo cangiare a seconda dell variare della luce (è una giornata di tempo variabile e dispettoso) e dei movimenti della lunga striscia.

La bellezza artificiale dei tre chilometri di via lattea si incendiano ancor più di luce quando le acque si fanno scure per il rabbuiarsi del cielo annuvolato. Essa guida al bello naturale di questi posti. E' facile vedere che tutto corrisponde esattamente a quello che l'artista ha indicato: "A tema dell'opera c'è la bellezza. La bellezza ha bisogno di situazioni uniche… E' questo che noi cerchiamo nella vita. Noi mettiamo in atto degli sconvolgimenti gentili del contesto che ci viene dato". 


COMMENTI
21/06/2016 - Ponte di Christo (Olga Sabattoli)

Bellissimo questo articolo. Condivido pienamente iil ritratto di "noi bresciani", siamo proprio così. La nostra è una provincia molto grande e molto bella, abbiamo una varietà di paesaggio incredibile, passiamo dai ghiacciai dell'Adamello alle risorgive della pianura (la bassa bresciana), ci manca solo il mare, ma in poco più di due ore possiamo raggiungerlo, purtroppo non ce ne rendiamo conto. Io purtroppo non so se riuscirò ad andare sulla passerella, ma ringrazio per questo evento perché tutto il mondo in questi giorni ha l'opportunità di conoscere il nostro territorio. Grazie.