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Cronaca

Solstizio d’Estate 2016 / Che cos’è e la grande coincidenza con la Strawberry Moon: luna piena nella magica notte (oggi, 21 giugno)

Solstizio d'Estate 2016, news di martedì 21 giugno. Con l'arrivo del Solstizio viene subito il desiderio di mare, sole e spiaggia. Ma cosa accadeva nelle epoche antiche e nella tradizione? 

Immagine di archivio (infophoto)Immagine di archivio (infophoto)

Oggi è il solstizio d’estate, il giorno con più ore di luce dell’anno: inizia la grande stagione del caldo, ma anche delle vacanze meritate dopo un durissimo anno di lavoro. Ma oggi, precisamente in questa notte magica da tanti festeggiata nel passato anche con curiose e stravaganti celebrazioni, avviene un doppio fatto “magico”: non accadeva dal 1967 infatti che nella notte del solstizio d’estate avvenisse anche la Strawberry Moon. Alle 0.34 oggi è iniziata la grande estate con una simpatica “ospite” in più, ovvero la Luna Piena: il fenomeno lunare a giugno viene chiamato così dagli inglesi perché rappresenta il simbolo della raccolta di stagione delle fragole. Plenilunio e solstizio, non avvenivano insieme appunto dal 1967 e che si ripeterà nel 2062: luna piena, la più bassa sull’orizzonte dall’inizio dell’anno con una spiegazione in più che ci fornisce Gianlua Masi, responsabile del Virtual Telescope e raggiunto dai colleghi di Rai News24. «accade perché se il Sole è nel punto più a Nord, la Luna piena, che è opposta al Sole, si troverà nel punto più a Sud''. A rendere ancora più suggestiva la notte del solstizio, la Luna sarà in compagnia di Marte e Saturno, che tutti insieme offriranno una spettacolare ''parata di corpi celesti’’».

Ai giorni nostri l'arrivo del Solstizio d'Estate 2016 rappresenta di sicuro un'occasione attesa da molti, ma più che altro per il bel tempo, per i voli pindarici che ci proiettano già sulla spiaggia e per l'abbronzatura che vorremmo fin da ora sulla nostra pelle. Ma era così nell'Italia di molti anni fa? In epoca antica tutto era intriso di stregoneria e riti annessi ed il Solstizio d'Estate non poteva che rappresentare un'unione con la natura per molti, ma anche uno spazio dedicato ai riti della cosiddetta "magia bianca". Secondo la cultura mediterranea, nella notte del Solstizio d'Estate le donne di Ostuni raccoglievano noci per farne filtri e liquori, ma nascondevano anche tre fave che avrebbe svelato come sarebbe andato il loro destino amoroso. Una fava andava risposta intera, un'altra del tutto sbucciata ed infine la terza aperta a metà. La domanda da porre riguardava soprattutto il benessere economico del futuro sposo, responso che sarebbe stato rivelato al mattino, a seconda di quale fava avrebbe toccato l'ingenua fanciulla. Rimanendo in tema di streghe, è proprio a loro che veniva riservata quella che è conosciuta meglio come la Notte di San Giovanni, che poi non è altri che sempre il Solstizio d'Estate. Le streghe svolgevano in quella notte i loro più oscuri sortilegi e l'unico modo per cui la popolazione poteva salvarsi era di rifugiarsi nelle erbe di San Govanni, da nascondere rigorosamente al di sotto degli abiti. Lavanda, iperico, ribes, ma anche aglio e verbena. Quest'ultima poi è considerata in varie mitologie come un vero e proprio "scacciavampiri". Un altro rimedio molto in voga contro le streghe e le loro malvagità era di nutrirsi di lumache. Funzionerà? Per i più arditi del palato non può che essere una prelibatezza, se poi c'è la garanzia di allontanare il malocchio non può fare che piacere! 

L'arrivo del Solstizio d'Estate 2016 non può che lanciarci nel passato, verso quell'antichità in cui i movimenti del sole, della luna e delle stelle erano osservati come se si trattasse di qualcosa di magico e legato alle divinità. Il sole, in particolar modo, era venerato al pari di un dio: basti pensare al pantheon romano e greco, al faraone d'Egitto, ritenuto il figlio del Sole, o all'imperatore Azteco che imponeva sacrifici umani in suo nome. Noi contemporanei invece conosciamo bene i moti terrestri, sappiamo perché il sole nasce e muore e come si susseguono le stagioni. Ciò non toglie che certe ricorrenze continuino ad avere un sapore un po' magico, come avviene per il Solstizio d'Estate. Il termine solstitium deriva poi dal latino, ed è formato dal termine sol (sole) e sistere (stare). Astronomicamente parlando, il Solstizio d'Estate è il giorno in cui il sole raggiunge il suo zenit. Ovvero si troverà a mezzogiorno in perpendicolare perpendicolare ai due Tropici, quello del Cancro e quello del Capricorno. I Solstizi sono due e riguardano date stabilite per convenzione: il 21 giugno abbiamo quello d'estate ed il 21 dicembre quello d'inverno, ovvero quando il sole è perpendicolare all'equatore. Il giorno del Solstizio d'Estate è il più lungo e si avranno quindi più ore di luce; da quel momento in poi le ore di luce cominciano a scemare declinando verso l'inverno. Va precisato che il Solstizio d'Estate cade il 21 giugno nell'emisfero australe, mentre in quello boreale le stagioni sono rovesciate. Quindi, perché si chiama solstizio? Perché il termine con cui è indicato questo fenomeno astronomico parla di un sole fermo? Osservandone i movimenti, dal 21 giugno e per i tre giorni successivi sembra che il sole non si muova e che compia sempre lo stesso percorso. Solo in seguito riprende a spostarsi. Per questo anticamente il Solstizio d'Estate veniva festeggiato non solo nel giorno 21, ma anche nei giorni vicini.

Il Solstizio d'Estate 2016 non ha nulla a che fare con ciò che avveniva in passato, a quel culto che legava la popolazione all'adorazione del Sole. Questo significa che a quei tempi in quasi tutte le terre il Solstizio d'Estate veniva collegato ad una festività che di solito prevede la richiesta al Sole di essere benevolo verso i popoli. Una delle testimonianze più remote ci viene data da Stonehenge con cui possiamo capire l'interesse che le popolazioni primitive nutrivano nei confronti dei movimenti del sole. Stonehenge non è altro che il cerchio di megaliti che si trova in Inghilterra, nella piana di Salisbury, e che si suppone venne costruito dai druidi. La pietra centrale del complesso è conosciuta come Heel Stone e nel giorno del Solstizio d'Estate si trova perfettamente allineata al punto in cui sorge il sole. Esistono però costruzioni ancora più antiche, per esempio in Africa, che a loro volta sembrano costruite per seguire il corso del sole. Sia nell'antica Grecia che nell'antica Roma, il Solstizio veniva celebrato come momento di passaggio dall'oscurità alla luce e di unione dei due principi vitali dell'universo, quello maschile e quello femminile. A Roma il simbolo era incarnato dalla divinità Giano bifronte, così chiamata proprio perché aveva due facce, una raffigurante un uomo barbuto e l'altra una donna. In Grecia invece il Solstizio era considerata una porta tramite cui l'umano e il divino potevano comunicare.

Con il Solstizio d'Estate 2016 e quindi con le epoche più moderne, molte delle credenze del passato sono andate perdute. In alcuni Paesi europei continuano però a sopravvivere riti ed usanze legate al Solstizio d'Estate, specie nelle nazioni più settentrionali. In Italia per esempio la festa solare viene vissuta in modo particolare in epoca romana, mentre con l'avvento del cristianesimo è stata ricondotta nell'ambito dei dogmi religiosi. Nei giorni vicini al Solstizio d'Estate e precisamente il 24 giugno, si celebra infatti la nascita di San Giovanni Battista. La data è stata scelta perché precede di 6 mesi il Natale, giorno della nascita di Cristo, che coincide pressappoco con il solstizio d'inverno. La festività di Giovanni Battista si lega soprattutto alla popolazione contadina, che la considerava il giorno in cui chiedere un buon raccolto e propiziare la stagione ventura con una nutrita serie di rituali. Ad esempio, la notte di San Giovanni era uso accendere dei falò in cui bruciare cose vecchie ed a mezzanotte si doveva raccogliere un ramo di felce, utile a scacciare la fortuna. Si credeva inoltre che lavarsi con dell'acqua nella notte di San Giovanni, si sarebbe curata la vista e che conservare 24 spighe di grano avrebbe portato fortuna per tutto l'anno seguente. Queste credenze sono ancora vive in alcuni angoli della penisola, ma si sono affievolite nel corso del tempo con l'arrivo del progresso e dell'evoluzione della società. 

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