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Cronaca

INCESTO IN CAMPANIA/ Quei poveri bambini destinati a diventare l'inferno di se stessi

Il Garante dell'infanzia per la Regione Campania ha presentato una ricerca dalla quale risulta che ci siano intere zone della Campania in cui l'incesto è la normalità. MAURO LEONARDI

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Cesare Romano, il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Campania, ha presentato una ricerca dalla quale risulta che ci siano intere zone della Campania in cui l'abuso sessuale, l'incesto, sia la normalità. È una conclusione cui non vorresti arrivare mai. Non te lo dici ma, per una volta, ti piacerebbe rimanere con una domanda senza risposta. È una di quelle luci che non vorresti accendere mai. Il buio ha tanti difetti ma se un pregio c'è, è quello di permetterti di continuare a non sapere, a non vedere.

Ora che ci sono però — e meno male che ci sono — sarebbe un crimine tremendo non ascoltare queste conclusioni, non sentire queste risposte. Sarebbe una complicità disumana voler rimanere al buio.

Per raccontare quello che Romano, con l'aiuto di tante associazioni, ha detto bisogna fare lo sforzo di uscire dal consueto orrore mediatico, quello che rende tutto soffuso, per cercare di arrivare all'orrore reale. Qui siamo fuori dalla cronaca nera. Qui il nero non è più l'aggettivo ma il sostantivo: siamo nel buio totale. Qui non ci sono neanche le urla, neanche le fughe. Qui è tutto silenzio. Qui è tutto immobile. Tutto nero. La casa dove accadono gli incesti è una casa dove cala il silenzio, è una casa dove si è soli e male accompagnati. Incesto vuol dire abuso sessuale all'interno della famiglia. Padri con figlie e figli. Madri con figli e figlie. Parenti adulti con bambini del proprio sangue. Avete letto bene: non c'è solo l'abuso tra uomo e bambina ma anche tra donna e bambina. Spaventoso il primo, devastante il secondo, ma non allambiccatevi: non è necessario fare la graduatoria dell'orrore. Il nero è un non colore. Assorbe tutto, come l'abuso sessuale in famiglia: assorbe tutto.

Una bambina violentata in casa, è una bambina silenziosa, vergognosa, ansiosa, timida, e poi, quando diventa grandina, cominciano le stranezze. In genere è sugli otto nove anni che già si vede. Sono da manuale. Non è necessario essere esperti di medicina legale o pediatri da trincea, basta aver ascoltato qualche madre che ha scoperto cosa è successo alla figlia. Il copione è quello. Stranezze, patologie tipo ansie, dermatiti, onicofogia (cioè ti mangi le unghie), tricotillomania (cioè, ti tormenti i capelli), insonnie, paure di addormentarsi. E poi, come una bomba, deflagra la verità. Una verità di quelle che vorresti che non fossero mai accadute e invece sono accadute. E invece, addirittura, è percepita come normale in certe zone. Campania, dice Cesare Romano. Io ho sentito medici parlare anche della Sardegna. E immagino che non si finisca lì.