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Cronaca

ISIS NEWS / Istanbul, arrestati tre sospetti militanti: pianificato attacco contro il Trans Pride? (Oggi, 22 giugno 2016)

Isis News, 22 giugno 2016: il quotidiano Le Monde ha svelato i presunti affari in Siria col Califfo della società francese per la produzione di cemento Lafarge. In patria scoppia la polemica

Isis (Fonte Infophoto)Isis (Fonte Infophoto)

Tre sospetti militanti dell'Isis sono stati arrestati a Istanbul dopo un'indiscrezione secondo la quale avrebbero messo a punto un attacco contro il corteo del Trans Pride, la marcia transgender in programma per lo scorso 19 giugno. Lo rivela La Presse, sottolineando come i tre militanti finiti in manette nella giornata di ieri sarebbero un cittadino di nazionalità turca e due provenienti dal Daghestan. Il Tribunale di Istanbul non avrebbe ancora formulato la accuse formali a carico dei tre sospettati, ma ciò che è certo è che la scorsa settimana la polizia aveva confiscato in due sobborghi della città ben cinque cinture esplosive. La marci in programma per la scorsa domenica alla fine è stata annullata per motivi di sicurezza ed è stato vietato anche il Gay pride in calendario per la prossima domenica, sebbene gli organizzatori dell'evento abbiano fatto sapere la loro presenza.

L'Isis ha lanciato una controffensiva a sorpresa a Raqqa, in Siria, costringendo il governo a ritirarsi di 40 chilometri. Lo riporta oggi La Stampa, che sottolinea anche come Damasco abbia reagito nel modo più violento mai fatto da due mesi a questa parte dando vita al più duro bombardamento e provocando 25 vittime tra i civili. Tra i morti, anche sei bambini, come rivelato dall'Osservatorio Siriano per i Diritti dell’Uomo con sede a Londra e considerato vicino all'opposizione siriana. Non è ancora chiaro se i bombardamenti sulla capitale dell'Isis siano giunti da aerei russi o siriani. Secondo quanto trapelato da Euronews.com citando alcune fonti siriane, gli aerei sarebbero statunitensi. Un'agenzia strettamente legata all'Isis avrebbe inoltre diffuso un video di combattimenti che hanno avuto luogo nel campo petrolifero di Thawra, a dici chilometri a sud di Tabqa, per qualche ora riconquistato dalla Siria.

Nella giornata di ieri sono stati registrati 49 morti e 120 feriti nell'ambito dell'offensiva a Sirte da parte delle forze del governo contro i jihadisti dell'Isis. E' questo l'ultimo bilancio reso noto dall'agenzia Askanews.it riportando quanto riferito da una fonte militare di Misurata al quotidiano al Wasat. Secondo la fonte, quanto avvenuto nella giornata di ieri è stato uno dei "più violenti combattimenti mai registrati dall'inizio dell'offensiva", ovvero dallo scorso 12 maggio. Gli scontri hanno riguardato in modo particolare la zona indicata come "distretto 700", a sud-est di Sirte, in Libia. Secondo Euronews.com, l'aviazione libica aveva lanciato alcuni volantini per avvertire la popolazione a lasciare le aree interessate dagli scontri in vista della battaglia finale per liberare Sirte dai jihadisti: "Vi stiamo liberando dall’Isis, la popolazione è invitata a lasciare le aree degli scontri a Sirte in vista della battaglia finale". Dall'inizio dell'offensiva, sarebbero almeno 170 i combattenti del governo uccisi e centinaia i feriti.

Ha fatto grande scalpore in Francia la news che l'azienda per la produzione di cemento Lafarge avrebbe fatto affari con l'Isis in Siria. A svelare le trattative tra la società e le milizie jihaidiste è stato il quotidiano Le Monde, secondo cui Lafarge avrebbe stipulato degli accordi con alcuni gruppi armati siriani per continuare la propria attività di produzione in un territorio già di per sé complicato da una guerra civile che si protrae da oltre 5 anni. A detta di Le Monde, per almeno un paio d'anni dall'inizio della guerriglia, Lafarge ha continuato la propria attività senza alcun problema. I guai sono iniziati nel 2013, quando le truppe dell'Isis hanno preso il controllo delle strade che conducono alla fabbrica acquistata nel 2007 e situata a Jalabiya, e delle città vicine. Le Monde, come affermato in un articolo pubblicato ieri, dichiara di aver preso visione di alcune lettere firmate dai responsabili di Lafarge in Siria, nel quale si richiede agli uomini dell'Isis di continuare a produrre fino al 19 settembre 2014, data che coinciderà poi con la fine dei lavori. Ad aumentare il sospetto di una connessione tra Isis e Lafarge vi è poi la spedizione di tale Ahmad Jaloudi, un uomo inviato in missione appositamente per consentire agli impiegati dell'azienda di superare i posti di blocco del Daesh. Infine, spiega Le Monde, sarebbe stato visionato un documento riportante il timbro dell'Isis in cui Lafarge viene autorizzata a far circolare le proprie merci liberamente su tutto il territorio controllato dalle truppe jihaidiste: segnale inequivocabile della connivenza tra le due parti in causa. Mentre in Francia cresce lo sdegno per la situazione denunciata da Le Monde, Lafarge, sentita da La Presse, replica in maniera ancora poco specifica:"Quando i combattimenti si sono avvicinati alla fabbrica, la priorità assoluta di Lafarge era garantire la sicurezza del suo personale, mentre la chiusura della fabbrica era in fase di studio".

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