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PAPA IN ARMENIA / Francesco prega per le vittime armene del 1915: “fu genocidio, solo Gesù è la salvezza” (Viaggio Apostolico, oggi 26 giugno 2016)

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

PAPA FRANCESCO IN ARMENIA, IL VIAGGIO APOSTOLICO SI CONCLUDE: “FU GENOCIDIO NEL 1915” (OGGI 26 GIUGNO 2016) - Venerdì 24 giugno Papa Francesco è partito alla volta dell'Armenia per il suo quattordicesimo viaggio apostolico, dopo aver accettato l'invito da parte del Catholicos di tutti gli armeni, Sua Santità Karekin II. Questo viaggio è stato organizzato, per commemorare il milione e mezzo di armeni assassinati brutalmente, dall'impero ottomano, durante la prima Guerra Mondiale, ribellatosi in difesa della loro fede e religione. Questa strage è denominata 'il genocidio armeno' e viene commemorato il 24 aprile. Grosse ire della Turchia che alle parole di Francesco sulla memoria per le vittime del genocidio hanno replicato, “il Papa ha la mentalità delle Crociate”. Come primo appuntamento in terra caucasica, il Santo Padre ha incontrato le autorità civili ed il corpo diplomatico armeno nel palazzo presidenziale, per poi spostarsi alla Cattedrale Apostolica, per una visita di preghiera, accompagnato dal Supremo Patriarca, il quale ha ottenuto il ringraziamento di vero cuore da parte di Papa Francesco per la possibilità ricevuta. Il giorno seguente, nella piazza principale di Yerevan, capitale dell'Armenia, è avvenuto un incontro ecumenico, durante il quale il Santo Padre, ci ha tenuto a pregare con i giovani presenti, e spiegando loro come sia importante ambire alla Pace, non cadendo in tentazione.

Oggi, Domenica 26 giugno, invece, ultimo giorno in terra asiatica prima del rientro in Italia, Papa Francesco ha partecipato alla Divina Liturgia nel piazzale di san Tiridate a Etchmiadzin, assediato da migliaia di apostolici e cattolici mischiati tra di loro, dove è collocata la Cattedrale Armeno-Apostolica. La giornata è iniziata quando, il Santo Padre e il Catholicos armeno hanno attraversato a piedi il tappeto rosso benedicendo le migliaia di fedeli presenti. Appena salito sull'altare,Papa Bergoglio ha iniziato il suo discorso 'elevando' al Signore la sua gratitudine. Successivamente, ci ha tenuto a ringraziare pubblicamente il Catholicos armeno Karekin II, per avergli 'aperto' le porte della Sua casa, rimarcando la gioia dello stare insieme come fratelli, del poter pregare in compagnia e del condividere le preoccupazioni e le speranze della Chiesa di Cristo, specificando come quest'ultima debba avere un solo cuore ma purtroppo, nella realtà dei giorni nostri porta ancora i segni scandalosi della divisione. Continuando il suo discorso, il Pontefice ha chiarito, come nelle sue preghiere ci sia il desiderio, che in tutti gli uomini nasca un forte anelito all'unità, un'unità che non deve essere ''nè sottomissione l'uno dell'altro, nè assorbimento, ma piuttosto accoglienza di tutti i doni che Dio ha dato a ciascuno per manifestare al mondo intero il grande mistero della salvezza realizzato da Cristo Signore per mezzo dello Spirito Santo''.

Inoltre, il Santo Padre ha chiesto a tutti i fedeli presenti, di accogliere il richiamo dei santi, di ascoltare la voce dei poveri, degli umili e di tutti coloro che son state vittime dell'odio, che hanno sofferto e sacrificato la loro vita in nome della fede. Successivamente, ha voluto mandare un messaggio ai 'più saggi', chiedendo loro di tendere l'orecchio alle giovani generazioni, che implorano un futuro libero dalle divisioni del passato. In seguito, ha benedetto tutti i fedeli presenti, ed ha ringraziato San Gregorio, padre fondatore di queste meravigliose terre, invocando il Signore per fare in modo che, da questo luogo santo, si diffonda nuovamente una luce radiosa che si unisca alla luce dell'amore di Dio, che perdona e riconcilia tutti i peccati. Infine, al termine del suo 'intervento', il Santo Padre ha chiesto al Catholicos Armeno Apostolico Kakerin II, di benedire, in nome di Dio, lui, la Chiesa Cattolica e la condivisa corsa verso la piena unità. La giornata si è conclusa con il saluto al Presidente della Repubblica armena Serzh Sargsyan, e il saluto e la benedizione a tutti i disabili presenti sul tappeto rosso.

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