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MEETING 2016/ Aldo Trento: "Tu sei un bene per me"? Così me lo ha insegnato la mia mamma

Padre Aldo Trento con papa Francesco (Foto d'archivio) Padre Aldo Trento con papa Francesco (Foto d'archivio)

Spero che non prevalgano le tavole rotonde o i discorsi filosofici o teologici su chi è l'altro e il perché è un bene per me. Dicendo questo, penso alla mia povera mamma che, nonostante più volte abbiamo sofferto la fame, quando veniva un povero o un frate questuante gli dava un chilo di fagioli e un po' di formaggio. Era tutto quello che si coltivava in montagna. Da lei ho imparato chi è l'altro e perché è un bene per me. Per questo, mi duole quando, attraverso la mail, chiedo agli amici, la maggioranza dei quali appartengono al popolo del Meeting (mi riferisco agli adulti), di aiutare questa grande opera di Dio, come l'ha definita papa Francesco, offrendo il costo di una pizza margherita, e loro non rispondono. Non lo chiedo per padre Aldo, ma per l'altro che è un bene per me. Come sarebbe bello ascoltare la testimonianza di quell'amico che per aiutare i miei numerosi figli ha rinunciato da molto tempo al caffè che quotidianamente prendeva al bar! 

L'amore è un avvenimento ma si manifesta nei dettagli, e lo si vede dal criterio con cui uno decide di comprarsi una macchina e il tipo di macchina, dal luogo che sceglie per le vacanze e dalle cene luculliane a cui partecipa. È facile dire "ragazzi, che culo abbiamo" facendo i sordi all'altro che grida perché bisognoso di tutto. Il papa, non solo con il suo insegnamento, ma anche con il suo esempio ci richiama continuamente al criterio che ci permette di capire cosa vuol dire che l'altro è un bene per me. È passato quasi un anno da quando è venuto a casa mia incontrando i miei figli poveri ed ammalati, e non passa giorno che non dica "Signore, perché proprio a me, un poveraccio di prete, questa grazia? E perché ha voluto, per sua decisione, regalare la Fiat Idea che aveva usato nel suo soggiorno in Paraguay alla fondazione?

Ma ancor prima di Papa Francesco il servo di Dio Don Giussani mi aveva educato, continuando il cammino di mia madre, al fatto che l'altro è un bene per me. Vivevo in via Martinengo, in un'umile casa che condividevo con padre Scalfi e quando avevo la grazia di visitarlo mi chiedeva sempre di cosa avevo bisogno e se era vicina l'ora del pranzo mi invitava a mangiare con lui. È perché mi sono sentito un bene prezioso per lui che oggi ogni persona che incontro è un bene concreto per me. "Che grande opera di Dio c'è laggiù", ha detto il Papa, riconoscendo in essa la stessa ragione per cui mia mamma donava un po' di fagioli e un pezzo di formaggio a chi, durante il freddo inverno, bussava alla porta chiedendo aiuto: era Gesù. E questo è il motivo ultimo e profondo del perché l'altro è un bene per me. Spero che il Meeting tenga questa posizione, quella di mia madre, quella di chi scende da cavallo e, in ginocchio, chinandosi, fa come il Buon Samaritano.

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