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INCHINO A FAMIGLIA RIINA?/ Mons. Pennisi: Vangelo e mafia sono inconciliabili

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Ninetta Bagarella, moglie di Totò Riina, destinataria del presunto "inchino" (Foto dal web)  Ninetta Bagarella, moglie di Totò Riina, destinataria del presunto "inchino" (Foto dal web)

Con troppa facilità ormai il binomio Corleone/mafia viene utilizzato a proposito e a sproposito, con il risultato di fare di ogni erba un fascio. Non possiamo consentire che ogni volta che si parla di questa cittadina tutto debba essere incanalato negli stereotipi della mafia. A Corleone ci sono le energie umane per un riscatto di tutti, purché si diano a tutti le opportunità per giocare la partita alla pari, cioè senza l'handicap dell'essere subito bollati per mafiosi.

 

E sulla Chiesa?

Con le dovute differenze vale lo stesso principio, per esempio nel giudizio sulle confraternite.

 

Lei però ha subito promesso maggiore vigilanza e se necessario interventi più precisi?

Ribadisco che sono pronto a prendere provvedimenti se emergessero inconfutabili responsabilità.

 

Ci può fare un esempio?

Per esempio ho fatto un decreto, già due anni fa, in cui dicevo che una persona che fa parte di associazioni mafiose non può far parte di confraternite e questo perché c'è una incompatibilità fra il seguire Cristo e il Vangelo e il seguire associazioni o famiglie mafiose.

 

E questo è sufficiente?

Posso dire che questo è quanto già si fa a Monreale, dove ormai da due anni durante la processione col Crocifisso non c'è alcun problema e questo perché è stato concordato con le forze dell'ordine non solo il percorso, ma sono state anche stabilite in anticipo le soste, così da non dar adito ad alcun equivoco.

 

Ma torniamo alle confraternite. Sembra che in simili circostanze sfuggano di mano o che si sottraggano ad un reale controllo da parte della Curia. O no?

Le confraternite hanno svolto e svolgono un prezioso e originale lavoro di educazione e trasmissione alla fede anche nella nostra diocesi, dove si sono intestate anche numerose attività di carattere sociale e caritativo. Quindi evitiamo generalizzazioni. Colgo l'occasione per dire che avevamo già programmato per il prossimo 2 luglio un convegno su "Confraternite e legalità". Noi vigiliamo, ma vogliamo, da una parte, che non ci sia alcuna strumentalizzazione, dall'altra però dobbiamo evitare che nelle confraternite si insinuino persone che possono dare il sospetto di omaggiare qualche personaggio mafioso.



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