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SCHWAZER/ Alex e il "vile agguato" di chi vuole tutelare il doping

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Alex Schwazer in allenamento lungo l'Isarco (Foto M. Pozza)  Alex Schwazer in allenamento lungo l'Isarco (Foto M. Pozza)

Chi, anche solo per quel qualche stagione, s'è allacciato le scarpe, sa bene cosa significhi uscire ad allenarsi sotto il peso di un pur lieve pensiero. Quest'atleta s'allena con al collo l'alito di una balena che nutre se stessa: alle spalle, come difesa, l'esile figura di un vecchio condottiero. E' la sua protezione: chissà, forse un giorno si saprà che è stata anche la colpa. L'imperdonabile.
Alle olimpiadi di Rio 2016 questi due faticatori non ci andranno affatto. Non vogliono che vadano, disposti a tutto: "Perché mi hanno fatto questo, chiede Alex, io ho risposto: Perché ci hanno fatto questo?" confessa il prof ai microfoni di Tg2000. Al ventesimo allungo, la voce del prof è da urlo: "Questo è il migliore oggi, Alex!" Il ragazzo lo guarda sornione, come a dire: "Che dice, prof: non gira". Eccolo stanato il vero doping di Sandro: "Oggi questo tempo è importante, Alex, nei prossimi giorni lo prenderemo come punto di riferimento".
Chi lavora senza doping riconosce il frutto nella gemma, s'innamora della rosa a dicembre, della luna di pomeriggio. Il doping, invece, suggerisce di fare cose scontate: a forza di farle, qualcuno diventa pure lui scontato, pur senza rendersi conto. Alex, questa lezione, ha ammesso di conoscerla a menadito: il solo pensiero gli procura vomito. "Gli sciacalli possono cibarsi di noi, si accomodino. Ma io mi impegnerò ancora di più perché si raggiunga la verità" è la conclusione-non-conclusiva di Sandro.
Dopo due ore esatte a lisciare i bordi delI'Isarco, sull'allenamento calano le serrande: Alex appare sciolto, motivato seppur compresso, deciso a non mollarlo. Non l'oro, bensì il professore che si è giocato l'intera faccia assieme a lui: "Lotterò fino all'ultima possibilità per fare chiarezza su questa storia". Poi lo abbraccia — "Grazie, professore!" — e sintetizza due ore di gloria polverosa: "Quando sbarcarono sulla luna, dissero: 'Questo è un piccolo passo per l'uomo, uno gigantesco per l'umanità', oggi è stato uguale per me". Chi scrive ha visto: poi ha scritto.
La sfida continua, sulla strada: "A volte l'uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada" disse W. Churchill. La Iaaf ne ha sospesi due bandendone uno: due piccioni con una fava. Alex-senza-doping stava frantumando i cronometri sulla strada per Rio: la cosa più facile era innalzare il muro di una giustizia ad orologeria. Funziona quasi sempre, dappertutto. A vincere così, però, sono capaci tutti, in tanti. Il vile agguato di cui parla il prof-Donati lascia un'amara constatazione: c'è anche chi il doping lo vuole tutelare. Disposto a trasformare i figli in armi per tentare di vincere in tribunale le separazioni non consensuali. Quelle che, gioco-forza, non si riesce a vincere alla pari. Che, alla fine, sarebbe l'essenza dello sport.


Guarda il video con il commento di Nando Sanvito

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COMMENTI
11/07/2016 - QUID EST VERITAS CLAUDIA ... VERITAS EST... (Massimiliano PANIZZA)

Una volta chiesi a mio padre che ha fatto 18 giri d'Italia, 4 giri di Francia più sette volte azzurro di ciclismo una cosa sul doping; mi disse, vedi è una cosa educativa; se ai ragazzi insegnassero che lo sport è vita ed è divertimento e non risultato, il doping sarebbe molto meno. E' li che bisogna intervenire. E' una questione educativa. Mio padre non aveva neanche la terza media (allora). Grande coraggio al professore ed ad Alex nel ricominciare, non credo però che siano personaggi scomodi da far fuori; credo che a questo paese manchino le fondamenta educative dello sport... se ci fosse un'educazione del popolo tutti starebbero meglio, lo diceva - anche - un povero grimpeur che non aveva molto studiato ma è rimasto nel cuore della gente e cui la gente ha tributato onore e ricordo per il bene che ha lasciato...