BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

NIGERIANO UCCISO/ Com'è difficile parlare liberamente del delitto di Fermo

LaPresse LaPresse

Avrei voluto, vorrei, un po' di silenzio, su questa storia dolorosa, la preghiera, per chi crede, il lavoro degli inquirenti, senza pressioni, senza che si mobilitino Boldrini e compagni con giudizi ingenerosi verso un'intera comunità. Se al posto di Mancini ci fosse stato un connazionale di Emmanuel, avremmo cercato di immedesimarci nella sua storia disgraziata, non dico ammorbidendo la nostra condanna, ma provando a capire. Deve valere anche per Mancini, come ha ricordato don Vinicio Albanesi, che da una vita si spende per gli ultimi, buoni e cattivi, stranieri e italiani. Ogni colpevole è a suo modo una vittima. Poi, c'è la libertà, di scegliere il male e perseverare in esso. E nessuna scusante sociologica può essere tirata in ballo. Quando è lo straniero che violenta e uccide, quando è l'italiano che violenta e uccide. Non "uno di noi", ma straniero agli uomini, e alla vita civile.

© Riproduzione Riservata.