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Incidente ferroviario / Ecco di chi è la vera colpa

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A quel punto era dovere del capostazione fermare in tempo il treno, telefonando al macchinista o staccando la corrente. Manovratore e capostazione non possono non essersi chiesti dov’era in quel momento l’altro treno. Questo significa che non solo è avvenuto un errore umano, ma che ce ne sono stati due. Una persona ha sbagliato e l’altra non ha controllato.

 

Lei come valuta il sistema del blocco telefonico in funzione sulla linea?

Se ci fosse stato un sistema di segnalamento automatico, presente sulla stessa linea qualche chilometro dopo, il treno si sarebbe arrestato. Solo tra Ruvo e Barletta esiste infatti un sistema così arretrato.

 

Come funziona il segnalamento automatico?

Questo sistema si basa su una corrente a bassa intensità presente sui binari. Se su quel tratto di linea c’è il treno, si crea un contatto tra il binario destro e quello sinistro. Su quest’ultimo è presente un rilevatore e, se la corrente passa quando non dovrebbe passare, si aziona il blocco automatico. Se ci fosse stato il blocco automatico, l’incidente non sarebbe avvenuto.

 

Secondo lei ci doveva essere più sicurezza?

Non si mette il semaforo a un incrocio tra due strade di campagna, perché creerebbe solo problemi e costi inutili. C’è sempre una valutazione discrezionale del rischio, legata all’intensità del traffico e al livello di protezione necessario. Quella della Bari Nord è una linea con basso traffico, molto ripetitivo, e che quindi rende ammissibile un livello di protezione basso. Non è una linea congestionata e complessa, con un traffico irregolare e con macchinisti che vengono da altre zone e che quindi possono non conoscere la linea.

 

(Pietro Vernizzi)

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