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MORTO PROVENZANO/ Mori: lui voleva infiltrare lo Stato, Riina abbatterlo

Bernardo Provenzano è sempre rimasto nell’alveo dei comportamenti tipici del mafioso, al contrario di Riina che ha rappresentato lo spartiacque nella storia di Cosa nostra. MARIO MORI

Bernardo Provenzano (1933-2016) (Foto dal web) Bernardo Provenzano (1933-2016) (Foto dal web)

“Bernardo Provenzano era una personalità particolare, atipica: lo confrontavo sempre a Totò Riina e lo vedevo diverso. Era molto più riservato e circospetto, forse anche meno sicuro, ma non per questo meno pericoloso”. E’ il ricordo del generale Mario Mori, ex comandante dei Ros ed ex direttore del Sisde, incarico quest’ultimo che ricopriva nel 2006 quando Provenzano fu arrestato. Il boss di Cosa Nostra è morto ieri a 83 anni nell’ospedale San Paolo di Milano, dove era detenuto al regime di 41 bis. Tutti i processi nei quali era imputato erano stati sospesi per le sue gravi condizioni di salute.

 

Generale Mori, come si inquadra storicamente la figura di Bernardo Provenzano?

E’ stata sicuramente la figura di un boss mafioso, più coerente con la storia di Cosa Nostra rispetto a Totò Riina. Quest’ultimo era un uomo aggressivo, che tentava addirittura il confronto militare con lo Stato, e ovviamente è stato abbattuto. Provenzano invece si rendeva conto che tutto ciò era molto difficile, anzi impossibile, ed era per una linea più prudente. Il suo obiettivo era piuttosto quello di infiltrare lo Stato per trarne i massimi vantaggi. I fini di Riina e Provenzano erano sempre gli stessi, ma le modalità erano diverse.

 

Si può dire che Provenzano sia stato uno spartiacque nella storia di Cosa nostra?

No, Provenzano non è stato uno spartiacque, in quanto è sempre rimasto nell’alveo dei comportamenti tipici del mafioso. Lo spartiacque è stato Riina, con modalità d’azione che non erano proprie della storia di Cosa nostra.

 

Secondo Repubblica.it, “Provenzano ha distrutto Cosa nostra”. E’ così?

Mi sembra un errore. Chi ha distrutto Cosa nostra è stato Totò Riina, non certo Provenzano.

 

Ci fu rivalità tra i due o soltanto una divergenza di opinioni?

Tra i due non ci fu né una rivalità né una divergenza di opinioni. Riina imponeva la sua linea, e quindi non c’era neanche discussione, né da parte di Provenzano né da parte degli altri.

 

Provenzano prima della cattura faceva una vita dimessa e passava ore a leggere la Bibbia. Da che cosa nascevano queste caratteristiche?

Queste caratteristiche sono tipiche del mondo mafioso, che ha un rispetto devozionale della Divinità, ma ovviamente di tipo solo formale e non certo sostanziale. Il vivere di poco e quasi miseramente è tipico a sua volta della mentalità mafiosa. Ciò contrasta addirittura in modo clamoroso con il camorrista che invece ha bisogno del lusso, dell’oro e delle poltrone di velluto. Sono due modalità di approccio diverse che distinguono le due organizzazioni malavitose.

 

Che cosa contava veramente per Provenzano?