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MAROCCHINO, SCHIAFFI ALLA MOGLIE / "Che ho fatto di male? Nel mio paese non è reato", ma il giudice lo condanna (oggi, 15 luglio 2016)

Pubblicazione:venerdì 15 luglio 2016

Tribunale, La presse Tribunale, La presse

MAROCCHINO SCHIAFFEGGIA SUA MOGLIE, "CHE HO FATTO DI MALE? NEL MIO PAESE NON È REATO", MA IL GIUDICE LO CONDANNA - Aveva sostenuto che dare uno schiaffo alla moglie non può considerarsi reato, perché "La percezione della violenza domestica è diversa nel suo paese". Ma la sua tesi non ha convinto il tribunale di Milano, che ha disposto che venisse allontanato da casa e segnalato alla Questura con l'ordine di cessare ogni condotta violenta o molesta. Questo quanto accaduto a un uomo nato in Marocco ma residente nell'hinterland milanese con sua moglie e le due figlie. Nell'ordinanza del giudice Giuseppe Buffone, come riportato da La Repubblica, si legge che "i diritti non possono essere sottomessi in ragione di logiche culturali o sociali" e che "l'integrazione presuppone l'esaltazione dei diritti e non la loro rinuncia". Il giudice si è espresso anche nei confronti della bizzarra dichiarazione del Marocchino, che ha giustificato il suo gesto spiegando che nel suo paese è normale schiaffeggiare la propria moglie. Secondo il giudice, infatti, "si deve escludere che una determinata consuetudine o determinati costumi possano  condurre ad accettare pratiche violente al fine di rispettare l'altrui patrimonio culturale e sociale" in quanto "la costituzione italiana funge da filtro rispetto alle abitudini culturali che vogliano fare ingresso nel nostro paese". Il marocchino, inoltre, dovrà versare ogni mese un assegno di mantenimento di 400 euro per la moglie e le due figlie



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