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ATTENTATO A NIZZA/ Mohamed Bouhlel, il cuore arrabbiato (e solo) di Erode

Pubblicazione:sabato 16 luglio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 16 luglio 2016, 13.00

Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l'attentatore di Nizza (Foto dal web) Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l'attentatore di Nizza (Foto dal web)

La civiltà occidentale consegna i suoi giovani nelle mani di un ideale disumano non avendo più ideali umani per vivere e da vivere. E forse non è un caso che nella festa del trionfo dei Lumi, la presa della Bastiglia, quei Lumi abbiano mostrato per l'ennesima volta la loro oscurità in una "strage degli Innocenti" che solo il cuore arrabbiato di Erode poté davvero perpetrare.
Quello che impressiona di più è che il cuore di Bouhlel cercava il "Bene" di giorno e di notte. E vedeva attorno a sé solo il baratro della solitudine. Si è venduto a un'ideologia, ad una fede, ad un Ideale perché non ha trovato nelle nostre costituzioni e nei nostri volti nessun altra cosa per cui spendersi, per cui donarsi, per cui sentirsi salvato. Quello che voglio dire è che il dibattito sull'islam è giusto, ma è riduttivo. Rischia di essere un'arma di distrazione di massa per non guardarsi allo specchio. E vedere una generazione orfana intenta a rendere orfani i nostri bimbi, il nostro mondo.
È questo che l'Occidente non vuole affrontare: il fatto di essere l'unico popolo sulla terra senza l'orgoglio di una storia, di una tradizione, da consegnare ai propri figli. Il fatto di essere diventato, ormai, la "civiltà della nebbia". Quella stessa nebbia che pare oggi essere squarciata solo da un'insensata e assurda violenza.



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