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FETHULLAH GULEN/ Chi è il presunto mandante del golpe in Turchia: la posizione degli Usa sull'estradizione (oggi, 16 luglio 2016)

Pubblicazione:sabato 16 luglio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 16 luglio 2016, 19.41

Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia (LaPresse) Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia (LaPresse)

FETHULLAH GULEN, CHI E' IL PRESUNTO RESPONSABILE DEL GOLPE IN TURCHIA: LA POSIZIONE DEGLI USA SULL'ESTRADIZIONE (OGGI, 16 LUGLIO 2016) - Gli Stati Uniti sono pronti ad estradare Fethullah Gulen, leader religioso accusato dal premier Yildirim e dal presidente Erdogan di essere il mandante del fallito colpo di stato in Turchia, a patto che Ankara mostri, se esistono, indizi della sua colpevolezza. Come riportato da rainews.it, ad esprimere la linea di Washington, che più volte in passato ha negato alla Turchia l'estradizione di Gulen, è stato il segretario di Stato John Kerry. Intanto il presidente Barack Obama, che nelle ore del tentato golpe è stato tra i primi leader di caratura mondiale a scendere in campo a favore della permanenza di Erdogan alla guida della nazione anatolica, quest'oggi presiederà una riunione alla Casa Bianca con i suoi collaboratori per la sicurezza nazionale e gli affari esteri avente come oggetto la situazione turca.

FETHULLAH GULEN, CHI E' IL PRESUNTO RESPONSABILE DEL GOLPE IN TURCHIA: MILIONI I SEGUACI DEL SUO MOVIMENTO (OGGI, 16 LUGLIO 2016) - A due giorni di distanza dal fallimento del colpo di Stato che ha interessato la Turchia, alcune indiscrezioni parlano dell'arresto di 1.500 militari e del possibile coinvolgimento di Fethullah Gulen, leader del movimento Hizmet. Come riporta una notizia Ansa, è verso questa figura che si concentrano le accuse del Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, ma di chi si tratta? Fethullah Gulen è un ex Imam, profondo studioso dell'Islam e predicatore che vive in una fattoria di Saylorsburg, Pennsylvania, dal 1999 e fino al 2013 è stato un forte alleato di Erdogan, sostenendo la sua ascesa al potere. Conferma il Tepegraph  che Gulen ed Erdogan sono diventati poi accesi rivali, spingendo le autorità ad incolpare il predicatore di aver fomentato la corruzione che ha colpito i più alti ministri di Ankara, fra cui anche il figlio del Presidente. In seguito all'inchiesta, il governo turco ha intrapreso delle azioni ad ampio spettro per eliminare i seguaci di Gulen fra le fila militari, della Polizia e del sistema giudiziario. Fethullah Gulen è a tutti gli effetti considerato come uno degli uomini più influenti dell'Islam ed il suo Hizmet, ovvero "Il servizio", è visto come uno dei movimenti più forti nel Paese. Secondo il predicatore la Turchia dovrebbe inoltre essere posta al comando del nuovo mondo musulmano.

FETHULLAH GULEN, CHI E' IL PRESUNTO RESPONSABILE DEL GOLPE IN TURCHIA, MA LUI NEGA OGNI COINVOLGIMENTO (OGGI, 16 LUGLIO 2016) - L'ascendente di Fethullah Gulen gli è valsa la difesa da parte di alcuni oppositori di Erdogan che lo vedono vittima di una caccia alle streghe promossa dal Presidente. Anche se pochi al di fuori della Turchia conoscono chi sia, il suo movimento ha costruito negli anni una fitta rete che coinvolge gruppi di riflessione, scuole, televisioni, associazioni di carità, quotidiani e molto altro. Tanto che si parla di migliaia di seguaci ed una cerchia di sostenitori che si aggira attorno ai 4-5 milioni di individui. Secondo l'avvocato turco Robert Amsterdam, "ci sono indicazioni di coinvolgimento diretto" fra l'Hizmet ed il colpo di Stato, notizia smentita dall'Alleanza per i Valori Condivisi, un gruppo americano affiliato all'Hizmet. Lo stesso Fethullah Gulen ha inoltre riferito che è un "insulto" essere collegato ad un tentativo di rovesciare il governo: "condanno nel modo più assoluto il tentativo di golpe militare in Turchia. Il governo deve essere conquistato attraverso un processo di elezioni libere ed eque, non di forza". Il pensiero di Fethullah Gulen si basa sul creazionismo di Harun Yahya e prevede un'unione pacifica fra le varie popolazioni a livello globale. Erdogan ha cercato negli anni di smantellare questa capillarità del movimento Gulenista, innanzitutto invitando i leader africani a chiudere le scuole affialiate, arrivando anche a chiedere a Washington, invano, di estradare il religioso. 



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