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COLPO DI STATO IN ITALIA / Golpe falliti nella storia, ecco quali: il Piano Solo e il "golpe dell'Immacolata" (oggi, 17 luglio 2016)

Colpo di Stato in Italia, news di domenica 17 luglio 2016. Ciò che è successo in Turchia sembra non riguardare in alcun modo la storia del nostro Paese: è veramente così?

Immagine di archivio (lapresse) Immagine di archivio (lapresse)

Il tentativo di sovvertire il governo turco di questi ultimi giorni non fanno che porre un dubbio per quanto riguarda la storia italiana. Sarebbe facile pensare infatti che ciò che è accaduto a migliaia di km dal nostro Paese sia molto distante dalla nostra cultura o con le nazioni limitrofe. Un'arcata di sopracciglia che spesso potrebbe far puntare il dito verso l'esterno, senza considerare che in realtà la nostra storia è piena di momenti molto simili a quelli vissuti in Turchia. Basta fare per esempio qualche passo indietro rispetto alla nascita della Repubblica e tornare al 1964. Poco più di 50 anni, ma se solo si pensa a quell'epoca sembra trascorso molto più tempo. Sono anni in cui figure come Giovanni De Lorenzo hanno cercato di sovvertire il governo e fare la loro scalata al potere. Una vicenda, quest'ultima, che nasconde tutt'oggi qualche cono d'ombra, soprattutto perchè De Lorenzo allora era Generale dell'Arma dei Carabinieri. Era previsto per il 18 luglio di quell'anno e doveva avvenire in realtà solo nel caso in cui le sommosse popolari che agitavano il Paese avessero richiesto un'azione decisiva per ristabilire l'ordine. Si tratta del famoso Piano Solo che secondo molti memorandum prevedeva l'intervento in solitaria dei Carabinieri per la parata del 2 giugno. Si temeva in quel periodo che sarebbe stato molto il sangue versato lungo le strade, ai danni dei dissidenti sinistrorsi e dei socialisti presenti al governo. Secondo le ipotesi degli storici il colpo di Stato si sarebbe tradotto poi con un nulla di fatto a causa di alcune divisioni all'interno delle Forze armate. I piani di quei giorni vennero resi noti solo tre anni dopo, quando L'Espresso e Pietro Nenni portarono alla luce ciò che si agitava nel sottofondo della neo Repubblica.

Tutti questi passaggi poco chiari aumentano se si sposta invece l'attenzione verso il 1970 ed il tentato colpo di Stato promosso da Junio Valerio Borghese, conosciuto nella storia come il "golpe dell'Immacolata". E' la notte fra il 7 ed 8 dicembre quando un gruppo di uomini cerca di sovvertire il governo, accedendo, secondo gli atti processuali, ad un armadio in cui erano contenute delle armi, dirigendosi poi verso gli uffici principali della tv di Stato. L'intento era sempre quello di riportare l'ordine nel Paese e di arrestare il Presidente della Repubblica per impedire che si andasse verso il baratro. Questo è quanto viene riportato da Borghese stesso in un discorso che intendeva pronunciare tramite i media. Il tentativo di fare il colpo di Stato finisce tutto in modo misterioso, con una telefonata diretta al Comandante di cui non si conosce né il contenuto né l'autore. Secondo le ipotesi più accreditate, su cui si basano anche i fascicoli processuali, a porre fine al tutto sarebbe stato il SID, ovvero i servizi segreti che in quegli anni controllavano gli eventuali disordini. Il golpe infatti non era materia sconosciuta, dagli incontri, ai finanziamenti. A dare un'ulteriore aura di mistero è la morte dello stesso Borghese, avvenuta 3 anni dopo in Spagna, per cause ignote. Sul suo corpo non vennero infatti svolte autopsie, anche se proprio per questo è probabile che non si sia trattato di morte naturale. 

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