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INCIDENTE FERROVIARIO/ Corruzione o errore umano, 23 vite chiedono "di più"

Pubblicazione:domenica 17 luglio 2016

Ieri ai funerali delle vittime dell'incidente ferroviario (LaPresse) Ieri ai funerali delle vittime dell'incidente ferroviario (LaPresse)

Anche per le risorse disponibili attivate invece attraverso il Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali, relativo a opere di interesse strategico e istituito dal decreto legge 98/2011, si conferma la prevalente destinazione al Centro-Nord, cui compete una quota pari all'83,5 per cento dei soldi attualmente assegnati a questo fondo, contro il 16,5 del Mezzogiorno.
Perché al Sud un pendolare mette la sua stanchezza in mano alla stanchezza, all'errore umano di un capostazione, è tutto qui. Non so se al Sud le cose non si fanno per la corruzione che infetta e intralcia le opere pubbliche. La corruzione sta in tutto il Paese e in valore assoluto è prevalente al Centro-Nord, presumo, per gli stessi valori economici in gioco degli investimenti. Expo e Mose stanno lì a dimostrarlo. Per l'Expo, per farlo, nonostante la nozione certa e statistica dell'impedimento corruttivo, si è ricorsi a un Commissario e a un'Autorità anticorruzione, che hanno fatto egregiamente la loro parte. Per le opere "esposte" al blocco corruttivo al Sud, questo non si è mai fatto. Forse perché se non si riesce a farle non muore nessuno per l'immagine internazionale, per il blocco del Paese.
Fin quando evidentemente, quando si passa dai valori simbolico-politici alla realtà, qualcuno non ci muore. Allora cordoglio e scaricabarile. Ma andiamo ad aprire questo barile da scaricare. Senza tornare alla Cassa per il Mezzogiorno, che ha dimostrato che con mezzi e uomini adatti le cose se si voleva si poteva farle anche al Sud, teniamoci agli ultimi vent'anni della seconda repubblica. Si prendano le durate dei governi, e le si faccia equivalenti a cento e si divida questo valore per il lasso di tempo imputabile in percentili ad ogni governo, e si avrà una distribuzione equa delle responsabilità. In sintesi un governo che ha operato due anni reca il 10 per cento delle responsabilità. E così a livello amministrativo regionale, e delle istituzioni preposte. Ci potrà essere qualche attenuante per Tizio o Caio, ma staticamente non rileva e bisognerebbe avere il coraggio di avanzarle ai morti e a quelli cui è stata promessa, per loro, giustizia.
Per questo se volete dare giustizia ai 23 morti di Corato, invertite dalla prossima finanziaria i valori percentuali degli investimenti tra Centro-Nord e Sud dell'ultimo documento Cipe; e il ponte sullo stretto usatelo per lo stretto dell'anima, della responsabilità che vi manca. Poi magari potete pure chiedere scusa.



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