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INCIDENTE FERROVIARIO/ Corruzione o errore umano, 23 vite chiedono "di più"

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Ieri ai funerali delle vittime dell'incidente ferroviario (LaPresse)  Ieri ai funerali delle vittime dell'incidente ferroviario (LaPresse)

Anche per le risorse disponibili attivate invece attraverso il Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali, relativo a opere di interesse strategico e istituito dal decreto legge 98/2011, si conferma la prevalente destinazione al Centro-Nord, cui compete una quota pari all'83,5 per cento dei soldi attualmente assegnati a questo fondo, contro il 16,5 del Mezzogiorno.
Perché al Sud un pendolare mette la sua stanchezza in mano alla stanchezza, all'errore umano di un capostazione, è tutto qui. Non so se al Sud le cose non si fanno per la corruzione che infetta e intralcia le opere pubbliche. La corruzione sta in tutto il Paese e in valore assoluto è prevalente al Centro-Nord, presumo, per gli stessi valori economici in gioco degli investimenti. Expo e Mose stanno lì a dimostrarlo. Per l'Expo, per farlo, nonostante la nozione certa e statistica dell'impedimento corruttivo, si è ricorsi a un Commissario e a un'Autorità anticorruzione, che hanno fatto egregiamente la loro parte. Per le opere "esposte" al blocco corruttivo al Sud, questo non si è mai fatto. Forse perché se non si riesce a farle non muore nessuno per l'immagine internazionale, per il blocco del Paese.
Fin quando evidentemente, quando si passa dai valori simbolico-politici alla realtà, qualcuno non ci muore. Allora cordoglio e scaricabarile. Ma andiamo ad aprire questo barile da scaricare. Senza tornare alla Cassa per il Mezzogiorno, che ha dimostrato che con mezzi e uomini adatti le cose se si voleva si poteva farle anche al Sud, teniamoci agli ultimi vent'anni della seconda repubblica. Si prendano le durate dei governi, e le si faccia equivalenti a cento e si divida questo valore per il lasso di tempo imputabile in percentili ad ogni governo, e si avrà una distribuzione equa delle responsabilità. In sintesi un governo che ha operato due anni reca il 10 per cento delle responsabilità. E così a livello amministrativo regionale, e delle istituzioni preposte. Ci potrà essere qualche attenuante per Tizio o Caio, ma staticamente non rileva e bisognerebbe avere il coraggio di avanzarle ai morti e a quelli cui è stata promessa, per loro, giustizia.
Per questo se volete dare giustizia ai 23 morti di Corato, invertite dalla prossima finanziaria i valori percentuali degli investimenti tra Centro-Nord e Sud dell'ultimo documento Cipe; e il ponte sullo stretto usatelo per lo stretto dell'anima, della responsabilità che vi manca. Poi magari potete pure chiedere scusa.



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