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CARRON/ «Iuvenescit Ecclesia»: "per i movimenti missione senza confini"

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Juliàn Carròn  Juliàn Carròn

Parrocchia e movimento sono chiamati a collaborare insieme, secondo i loro compiti, all’unica missione della Chiesa. I movimenti possono raggiungere gli uomini nell’ambiente lavorativo, ricreativo, educativo, eccetera, per partecipare, poi, alla vita della comunità cristiana radunata nella parrocchia. Come succede ovunque, i membri dei movimenti collaborano da tempo con gli ambiti catechistici, caritativi e liturgici in seno alla comunità parrocchiale.

 

Cos'è andata scoprendo nel corso del tempo Comunione e Liberazione nel suo cammino dentro la Chiesa in relazione alla propria missione specifica?

Uno degli aspetti più rilevanti di questa Lettera è che ha come oggetto «le aggregazioni di fedeli, movimenti ecclesiali e nuove comunità», tutte realtà accomunate dalla tensione a «suggerire una proposta di vita cristiana tendenzialmente globale», o «forme rinnovate della sequela di Cristo», senza una specificità particolare. Noi ci riconosciamo pienamente nella descrizione, secondo la quale lo scopo di questa aggregazioni è portare «nei nuovi contesti sociali il fascino dell’incontro con il Signore e la bellezza dell’esistenza cristiana vissuta nella sua integralità». Come scrisse don Giussani nella sua ultima lettera a san Giovanni Paolo II: «Ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di avere sentito l’urgenza di proclamare la necessità di ritornare agli aspetti elementari del cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta».

 

In che modo ci si educa a comprendere che cosa lo Spirito Santo chiede ai movimenti in questa fase che potremmo definire di maturità della loro presenza e azione?

Il Papa ci invita tutti a essere una «Chiesa in uscita». Come ci ha detto papa Francesco al termine della plenaria del Pontificio Consiglio per i laici, la Chiesa si rivolge «sempre a volti, menti, cuori di persone concrete… allargando gli orizzonti e raccogliendo le nuove sfide che la realtà ci presenta… alzate lo sguardo e guardate “fuori”, guardate ai molti “lontani” del nostro mondo». Solo uscendo per incontrare il bisogno degli uomini, solo attraverso la realtà e la necessità degli uomini, potremo riconoscere che cosa ci chiede lo Spirito Santo dandoci la grazia del carisma. 

 

A cosa vi sentite chiamati dalla parola e dalla testimonianza di papa Francesco?

A imparare a interloquire con gli uomini del nostro tempo attraverso una modalità semplice, a portata di mano di tutti: un incontro, che può suscitare curiosità e desiderio nei nostri interlocutori. 

 

Potendoglisi rivolgere personalmente, lei che cosa propone e che cosa chiede a chi si avvicina oggi alla realtà di Comunione e Liberazione?

Noi proponiamo la bellezza del fascino della fede, una fede vissuta nelle circostanze presenti. Chiedo la semplicità di accoglierci per quello che riusciamo a testimoniare di quel fascino attraverso la nostra vita, raggiunta e cambiata dalla grazia di un incontro.



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