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SANT’ARSENIO/ Santo del giorno, il 19 luglio si celebra sant’Arsenio

Sant'Arsenio è il santo che viene celebrato nella giornata di oggi, martedì 19 luglio, dalla chiesa cattolica. Nasce a Roma ai tempi dell'Imperatore Teodosio nel 354, la sua storia

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Fu un eremita, che visse per la maggior parte della sua esistenza in uno dei deserti più impervi del mondo, quello di Scete, in Egitto. La sua fu una scelta di vita matura e ponderata, di rinuncia volontaria a ricchezze, agi e onori. Sant’Arsenio sentì in fatti la voce di Dio, da cui ricevette uno dei doni più preziosi che il Signore fa ai suoi servitori, le lacrime. La memoria liturgica di sant'Arsenio, che è detto il Grande, si celebra il giorno 19 luglio. Sant’Arsenio nacque a Roma ai tempi dell'Imperatore Teodosio nel 354. Apparteneva ad una famiglia agiata e benestante che lo avviò fin da giovanissimo alla religione cristiana; probabilmente poté giovarsi degli insegnamenti di grandi Padri della chiesa, come Sant'Agostino. La sua intelligenza, le sue conoscenze che crescevano di anno in anno, e la capacità di padroneggiare la lingua latina, lo resero il candidato ideale per diventare il precettore dei due figli dell'Imperatore, che in seguito si sarebbero spartiti il regno del padre, Arcadio ed Onorio. Era il 383, sant’Arsenio era già diacono della chiesa di Roma, e gli fu comandato di andare a Costantinopoli, dove trovò alloggio presso la corte e iniziò a seguire da vicino i due giovani principi. Quell'incarico si rivelò subito assai gravoso per via dei continui contrasti che il precettore aveva particolarmente con uno dei due allievi, Arcadio. Si racconta che sant’Arsenio umiliò Arcadio, avendolo trovato seduto sul trono del padre, privandolo delle insegne imperiali; e che Arcadio per vendetta avesse ordito un piano contro di lui, poi fallito. Sta di fatto che la vita di corte stava stretta al sant'uomo, che un giorno udì la voce di Dio. 

Sant’Arsenio chiese a Dio cosa dovesse fare per superare la crisi spirituale in cui era piombato, e Lui gli rispose di fuggire gli uomini. Così fece. Nonostante l'imperatore si opponesse a questa scelta, nel 394 sant’Arsenio si ritirò presso un cenobio di anacoreti del deserto di Scete in Egitto, sotto la guida di San Giovanni Nano. Si racconta che questi, per testare l’animo del novo arrivato, gli gettasse un tozzo d pane secco al suo arrivo: ma egli, pur abituato com'era ai lussi di corte, anziché indignarsi o offendersi lo prese e ringraziò. La sua mitezza fu dunque palese fin da subito. Sant'Arsenio restò nel deserto per quarant'anni, fino alla sua morte avvenuta nel 450, e si guadagnò la santità digiunando, pregando, rispettando il voto del silenzio. La sua saggezza infatti era nota, e molti venivano a lui per avere una risposta ad importanti quesiti. ma egli non rispondeva che a monosillabi, convinto com'era che tutta la sua attenzione dovesse essere rivolta solo a Dio e non agli uomini. Con il tempo, i questuanti desistevano, scoraggiati. Sant'Arsenio piangeva molto, contemplando le pene del mondo: le lacrime sono un potentissimo mezzo per lavare via i peccati, e lui dedicò le sue a beneficio dell'intera umanità. Un giorno degli uomini si presentarono al santo eremita dicendogli che aveva ricevuto un'enorme eredità di un suo parente morto. Ma egli rispose serafico che non poteva ereditare, visto che lui stesso si considerava morto agli occhi del mondo, e che dunque non aveva più parenti. 

A causa dell'invasione di tribù libiche, gli eremiti dovettero abbandonare il deserto di Scete. Era il 434 e già sant'Arsenio era succeduto a San Giovanni Noto. Nei restanti anni della sua vita fu a Troe e ad Alessandria. Morì a Troe. Di sant'Arsenio ci è stata tramandata un'iconografia molto precisa, che lo ritrae con un uomo alto, magro, molto imponente, dall'aria aristocratica e con una lunga barba bianca. La sua venerazione è particolarmente sentita a sant'Arsenio, città in provincia di Salerno che da lui prende il nome. Qui si trova una statua il cui volto, si dice, fu scolpito dalla mano stessa di Dio. 

Il giorno 19 luglio si ricordano anche i Santi Innocenti di Milano, San Felice di Verona e il Beato Antonio di Valladolid.

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