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ATTENTATI ISIS/ Da Nizza a Monaco, la "rivoluzione francese" è fallita

Pubblicazione:mercoledì 20 luglio 2016

François Hollande (LaPresse) François Hollande (LaPresse)

“Gli ultimi attentati rappresentano un salto di qualità preoccupante. Un kamikaze che si fa esplodere in fondo non vede veramente in faccia le sue vittime. Ben diverso è il caso di chi guida un camion o maneggia un’ascia, in quanto questa persona dovrebbe accorgersi che sta uccidendo degli esseri umani”. E’ la chiave di lettura di Paolo Branca, professore di lingua e letteratura araba all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e uno dei maggiori esperti europei del mondo arabo. Dopo l’attentato di Nizza, nel quale hanno perso la vita 84 persone, lunedì notte un afghano di 17 anni ha aggredito i passeggeri di un treno regionale in Germania armato di accetta e coltello. In entrambi i casi l’Isis ha rivendicato l’attacco. Nel caso dell’aggressione avvenuta sul treno in Baviera l’agenzia di stampa del califfato, Amaq, ha reso noto: “L’autore dell’operazione di accoltellamento in Germania è un combattente dello stato islamico e ha compiuto questa operazione in risposta agli appelli a colpire la coalizione che combatte lo stato islamico”.

 

Professore, in quale humus umano e sociale si inquadrano le azioni di “lupi solitari” avvenute a Nizza e in Baviera?

In Italia e in Europa sta succedendo quello che negli Stati Uniti avviene già da tanto tempo: ho in mente gli attentati di Oklahoma City del 1995 come pure quelli dell’attentatore americano Unabomber. Dietro a questi eventi c’è un disagio psichico personale molto pesante. L’atmosfera apocalittica da scontro finale tra le forze del bene e del male che si respira, come pure l’interpretazione che viene data dello scontro di civiltà, fa sì che alcune personalità particolarmente problematiche e fragili possano essere più facilmente influenzabili.

 

Gli attentatori di Nizza e Baviera sono dei militanti dell’Isis?

Un’operazione anche clamorosa come quella di Nizza mi sembra chiaramente opera di un singolo individuo con gravi problemi psicologici. Per guidare un camion e sparare non ci vuole infatti una grande preparazione. Lo stesso vale per l’afghano in Germania, e il cui attentato è stata una pura espressione muscolare di rabbia o di vendetta, oltre che di fondamentalismo.

 

Quali differenze ci sono in questo senso tra Isis e Al-Qaeda?

Rispetto ad Al Qaeda, il salto di qualità dell’Isis è consistito nel fatto di avere occupato uno spazio rimasto libero nel caos tra Siria e Iraq ed essersi proposto come alternativa concreta agli altri regimi o agli altri Stati che si dicono islamici. A differenza di Al Qaeda, che si limita a un antagonismo politico, l’Isis ha messo addirittura in piedi qualcosa che assomiglia a uno Stato vero e proprio.

 

Se Al-Nusra decidesse di compiere un attentato in Occidente che cosa farebbe?


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COMMENTI
20/07/2016 - Che fare? (Carlo Cerofolini)

Bene cioè male anzi malissimo, ma allora che fare? Sicuramente non continuare come fatto fino ad ora. O no?