BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

ATTENTATO A MONACO/ Il nostro Nulla: ombrellone, bibita ghiacciata e strage quotidiana

Immagine dal webImmagine dal web

Che gli stragisti di questi tempi non siamo le menti migliori della loro generazione possiamo essere d'accordo, ma c'è un dato di fatto: l'ideologia terroristica che nasce tra i palazzi dei ricchi sceicchi del Qatar e dell'Arabia Saudita sa bene come sfruttare quella marea in terrible crescita, un popolo di persone sole e sofferenti, alla periferia dei centri commerciali e lontani dai loft costruiti su grattacieli "giardini in città". Non sono i vincenti, i sorrisi patinati dei campioni dello sport o della tv, sono come quel ragazzo tedesco-iraniano di 18 anni che è cresciuto senza un senso di identità e lo ha gridato disperatamente al cielo: "sono tedesco!", ma in realtà non so chi sono, per anni mi hanno preso in giro e si sono fatti beffe di me.

Secondo dati recenti dell'Associazione europea di psichiatria, sono 164 milioni gli europei colpiti da qualche forma di disturbo mentale, 17 milioni solo in Italia, e solo uno su tre ricorre a delle cure. Entro il 2030 le patologie psichiatriche saranno le malattie più frequenti a livello mondiale. E i suicidi? Altrettanto in crescita, circa 800mila all'anno nel mondo e 4mila nel nostro paese. 

Il ragazzo di Monaco di Baviera prima di ammazzare ha detto che era in cura psichiatrica, vittima di bullismo e quant'altro. Ha ammesso davanti al mondo la sua malattia, ma prima a chi era interessata? Siete mai stati in un centro di cura per la malattia mentale? La rabbia è l'elemento che accomuna chi ne soffre. Abbiamo festeggiato anni fa la chiusura degli ospedali psichiatrici che erano luoghi di orrenda detenzione e adesso festeggiamo anche la chiusura degli ospedali psichiatrici criminali, ma abbiamo fatto quasi nulla per queste persone, lasciandole alle famiglie, un peso impossibile (le stragi in famiglia sono all'ordine del giorno), a poche associazioni benemerite di volontariato, a concessioni delle amministrazioni locali il cui scopo primario è tagliare la spesa e rimandarli a casa al più presto. 

Ma basta accendere Internet, o la televisione, e la propria sofferenza viene instradata verso quello che qualcuno vuole: prendi una pistola, scendi in strada, prendi un camion e ammazza. Ti sentirai meglio, ti sarai vendicato. Ammazza. Ammazzati. Moloch ti sta chiamando, ci sta portando tutti dentro al buco nero. Diciamo la verità, non ci siamo mai sentiti un po' come il Michael Douglas del film "Un giorno di ordinaria follia", scendere in strada e ammazzare tutti quanti? E poi dopo anni e anni che tutti, politicanti da social network, intellettuali alla moda, giornalisti  in carriera, guru dei sondaggi online, ci dicono che tutto fa schifo, che tutto è marcio, che tutti sono corrotti, che il sistema è ladro, che il mondo è cattivo, ci meravigliamo che un malato di mente prenda una pistola e faccia una strage in un centro commerciale?

"TG1 TG2 TG speciale questa sera tutti a casa c'è il telegiornale e fra un boccone e l'altro, un servizio dal Giappone e quando sei alla frutta la città è distrutta": cara, questa sera la strage in diretta su che canale è?

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
24/07/2016 - In difesa di Vites (ALBERTO DELLISANTI)

Non voglio sostituirmi a Schillaci nel dare la traduzione dal latino, che lì per lì non avevo in mente, e sono quindi andato a cercare. Vites avrà chiaro (come Schillaci e me) che ISIS, Al Qaeda, e lo sciame euro-afro-asiatico di tipo islamo-jiahdistico, sono una germinazione in campo musulmano, sotto la promozione wahabita di Arabia Saudita e Qatar che con montagne di soldi (gli stessi che permettono ai due di comprare USA e UE) hanno diffuso ovunque possibile (dall'EST di Bangladesh, fino all'OVEST di Libia, Magreb e Subsahara) le scuole coraniche wahabito-jiahdistiche (o almeno la catechizzazione del ceto degli Imam). L'altro padre è stata la Turchia che Erdogan ha staccato dall'Islam moderato, buttandola nell'agone pro ISIS, sia con le mosse di appoggio svolte ai confini, sia con la guerra contro Assad attivamente svolta. Tutto ciò non fa dimenticare a Vites la follia Occidentale di "premiare" l'attentato alle Torri Gemelle con la risposta bellica in Iraq, Afghanitan, Libia, ecc ecc. Un folle regalo allo jiahdismo, eccitato dagli amichetti Sauditi e Qatarioti prima, e poi graditissimo all'intervenuto Erdogan. D'altronde il vero e proprio cuore dell'articolo di Vites è la grandissima questione di quanti sono affetti da disturbi mentali.

 
24/07/2016 - NE SUTOR ULTRA CREPIDAM (Giuseppe Schillaci)

Con grande affetto e stima, consiglierei al Sussidiario di continuare a chiedere all'ottimo Paolo Vites articoli di musica, evitando temi spinosi come il terrorismo nei quali è decisamente più a disagio. Lasciar cadere dalla penna con imbarazzante superficialità che "ISIS – siamo d'accordo – nasce grazie al casino combinato da Tony Blair e George Bush Jr. in Iraq" (d'accordo con chi, Vites?) è una verità parziale, sghimbescia, che incolpa i soliti noti pur di esorcizzare e non guardare in faccia il male. A proposito: il pezzo dell'altro giorno sul concerto di Neil Young era fantastico.

RISPOSTA:

Gentile Sign. Schillaci, d'accordo ad esempio con la Commissione Chilcot che ha giudicato dopo anni di studio e ricerche Tony Blair un criminale di guerra, esattamente come lo è George Bush Jr, solo che in America non hanno fatto commissioni su di lui. Peraltro, quella frase era un passaggio minimale in un contesto che affronta tutt'altro. Grazie

 
24/07/2016 - Basta pagare (Giuseppe Crippa)

Oltre al fatto che la società non si è data strutture per la cura dei problemi mentali (sono tra quelli che non ha festeggiato la chiusura degli ospedali psichiatrici pur vergognandomi di alcune scandalose gestioni che si sarebbero dovute sanzionare pesantemente) credo che un problema sul qual quale riflettere sia che tutti consideriamo lecito offrire a chi paga qualunque cosa chieda nonostante riteniamo che chi compra possa farne cattivo uso. Anzi in alcuni Stati questo è un obbligo di fronte al quale non è ammessa alcuna obiezione di coscienza. E lo chiamano “libero mercato”.