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DA BAGHDAD AL G20/ Quei politici (occidentali) che stanno con l'Isis

Pubblicazione:lunedì 25 luglio 2016

Attentato kamikaze a Baghdad (LaPresse) Attentato kamikaze a Baghdad (LaPresse)

E che cosa sta accadendo nelle società europee? Forse il socialista francese François Hollande ha raggiunto solo per caso una popolarità pari al 12 per cento e deve fare i conti, lui insieme a "Sarkò e Carlà", dell'attacco sempre più pesante del Front National? Ha sentito i fischi al premier Manuel Valls sulla Promenade des Anglais? O forse è il corresponsabile di una politica economica europea che qualsiasi riformista avrebbe bollato come un pasticcio di capitalismo finanziario?
Quale società occidentale non è attraversata oggi da un senso di incertezza e di insicurezza? Persino la "grande Germania" guarda ogni tanto smarrita e deve pensare ai derivati della sua Deutsche Bank.
L'Italia può consolarsi con le parole pronunciate dal ministro Pier Carlo Padoan, al termine del G20: "il sistema delle banche italiane è solido". Parole che saranno state senz'altro apprezzate dai risparmiatori di alcune banche andate per aria. Ma forse nessuno ha voglia di prendere sul serio il nostro ministro dell'Economia.
In Italia abbiamo altre sicurezze. Da 25 anni ormai facciamo la guerra alla corruzione politica, da dieci alla "casta". L'obiettivo principale è la lotta all'evasione fiscale, anche se esiste una delle più grandi pressioni fiscali dei paesi occidentali normali. Bisognerebbe ottenere qualche risultato, perché qui si sta affacciando un rebus: ma l'Italia stava meglio 25 anni fa o sta meglio adesso?



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