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DA NIZZA A KABUL/ Il "memoriale all'odio" e la Misericordia che vince il male

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Parole inaudite, soprattutto se a dirle è chi ha perso un parente così caro. Misericordia? Pregare per l'assassino del nonno? Inaudite perché non le dice nessuno, ma non perché siano irreali. "E questo Anno Santo della misericordia" ha detto ancora Cecilia "ce lo insegna bene. Vorrei dire anche questo: mio papà ha trascorso i primi anni di matrimonio a Bozzolo, nel mantovano. All'epoca il parroco era don Primo Mazzolari che lui ha conosciuto e che stimava tantissimo. Io vi ricordo una citazione di don Primo: "io voglio bene anche a Giuda: è mio fratello Giuda".

Solo una coscienza così può cambiare la corsa impazzita che sta portando il mondo alla morte. Una coscienza educata a guardare Oltre senza fermarsi all'istintività dell'umiliazione che genera paura e a sua volta l'odio. E' una catena che si può spezzare, ma ci vuole un cuore grande e un amore infinito per ogni persona, anche quelle cattive, un desiderio di bene così potente che si può amare anche Giuda. Il bene che è forza naturale del cuore dell'uomo, anche se tutto oggi cerca di soffocarlo. 

"Considerando attentamente un uomo o una donna, si poteva sempre cominciare a provarne pietà... Era una qualità insita nell'immagine di Dio... Quando si sono vedute le rughe agli angoli degli occhi, la forma della bocca, il modo in cui crescevano i capelli, era impossibile odiare. L'odio era semplicemente una mancanza di immaginazione" diceva ancora Graham Greene. Bisogna guardare in faccia l'uomo, nelle sue rughe e nel suo dolore, per averne pietà. Chi ha coraggio oggi di guardare in faccia il male e chiedere misericordia? E' più facile fare i memoriali dell'odio.

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COMMENTI
25/07/2016 - Da Nizza a Kabul (ALBERTO DELLISANTI)

Per mia sfortuna non ho "frequentato" la musica. Sento tutto il limite di questo fatto, che non ha ovviamente impedito a me (come a chiunque, penso)di avvertire il sommo bene che la musica è. Anche su questo giornale non seguo l'ambito musicale ed io non sapevo che Vites ne fosse esperto. Leggendo Paolo Vites oggi, come in questi giorni tumultuosi ai quattro angoli del mondo (grazie davvero per poterla leggere), comprendo come l'autore non possa non essere anche un profondo conoscitore della musica.

 
25/07/2016 - Rabbia non totalmente ingiustificata (Giuseppe Crippa)

Il miglior modo che avrebbe avuto don Mazzolari di amare suo fratello Giuda sarebbe stato quello di impedirgli ad ogni costo – anche con la forza – di perpetrare il suo tradimento. Per favore non confondiamo la misericordia con un sentimentalismo in fondo rassegnato e sottomesso e quindi non critichiamo troppo chi ha espresso la sua rabbia, a mio avviso esasperata dall’inerzia del potere politico nel reagire a questa situazione.