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Cronaca

PAPA FRANCESCO / Polonia, Viaggio Apostolico e GMG Cracovia: “siamo in guerra ma non di religione”

Papa Francesco, il viaggio apostolico in Polonia: GMG a Cracovia, l'intervento tenuto ieri 27 luglio 2016. Il Pontefice sulla guerra e l'allarme terrorismo, le attese tra 27-31 luglio

Papa Francesco (Foto: LaPresse)Papa Francesco (Foto: LaPresse)

La visita pastorale di Papa Francesco dal 27 al 31 luglio, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, è attesa con grande ansia dalle massime autorità e dai vescovi polacchi. La città di Cracovia e i suoi giovani si uniscono al discorso del Santo Padre, iniziato già a bordo dell'aereo ricordando l'omicidio del sacerdote francese. I giornalisti che viaggiano con lui domandano la sua opinione su questo orribile evento. "Questa non è una guerra atomica" pronuncia il pontefice. Quello che sta accadendo deve essere fermato subito affinché il mondo si senta di nuovo protetto. Dopo la canonizzazione del papa Giovanni Paolo II questa è la prima GMG che inizia il 27 Luglio con l'arrivo del Papa all'aeroporto internazionale "S. Giovanni Paolo II". Il suo arrivo ha inizio con la cerimonia di accoglienza nell'area militare. Dopo ci si sposta nel cortile d’onore del Wavel, dove il Papa pronuncia il suo primo discorso. L'atmosfera è straordinaria, in quanto le autorità, insieme alla società civile e al corpo diplomatico partecipano a questo grande evento. In più la folla di giovani attende il Papa per sentire il suo discorso. "Questa è guerra, ma non di religione". Papa Francesco conferma con grande amarezza queste parole. Il mondo è in guerra e stavolta questa guerra ha caratteristiche completamente differenti. Quelle passate si sono battute con scenari e personaggi diversi, oggi dobbiamo fare i conti con una guerra più subdola che non è tanto organica ma piuttosto organizzata.

Secondo il pontefice il mondo è in guerra perché ha perso la pace, infatti l'uccisione del prete francese è un esempio di come si stanno offendendo i principi cristiani. Il prete, infatti, è stato ucciso nel momento in cui celebrava la pace. Le sue parole si stringono al dolore della Francia e del suo presidente Hollande. Dopo l'incontro con il presidente polacco, Papa Francesco incontra i 130 vescovi polacchi nella cattedrale di Cracovia. La preghiera rivolta davanti all'edicola di San Stanislao crea un momento di grande emozione. Il cardinale Stanislaw Dziwisz saluta i vescovi polacchi che attendono il Papa in silenzio e con i cuori colmi di gioia. La serata è piena di emozione e di momenti di grande riflessione. Le parole di Francesco colpiscono giovani e meno giovani. Per la prima volta Francesco visita l'Europa centro-orientale ed esprime la sua gioia ad iniziare da questa terra che ha dato i natali a Papa Giovanni Paolo II. Il tema dell'accoglienza dei profughi ritorna come centro del suo discorso. Dopo aver introdotto questo passaggio importante della cristianità, Papa Francesco individua le reali cause e la disponibilità da parte di tutti ad accogliere tutti coloro che fuggono dai problemi della guerra e della fame. La libertà e il diritto a vivere una vita in piena tranquillità deve essere difeso da tutte le persone che fanno parte delle comunità religiose. Papa Francesco si rivolge anche alle strutture internazionali e agli Stati che hanno il compito di intervenire per trovare diverse soluzioni ai vari conflitti e, col la loro forza, devono impedire che le persone abbandonino le loro case e la loro patria. Bisogna operare con intelligenza per diffondere i principi della continuità della pace e della misericordia. I valori umani e cristiani devono essere la testimonianza della giustizia. Ben 178 paesi sono rappresentati da una grande folla di ragazzi che saluta affettuosamente Papa Francesco diretto verso il Wawel.

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