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IL CASO/ Diesel e smog, una storia di "buro-follia" su un tubo

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L'ombra del maxi-complotto potenziale tra il Ministero e le multinazionali del complotto dei filtri copre il dettaglio che Trotta era talmente amico della Dukic da aver consentito che le pareti del Palazzo della Motorizzazione di Venezia accogliessero alcuni poster pubblicitari del tubo, che nel frattempo veniva e viene venduto regolarmente, come accessorio non omologato, a chi vuole dotarsene…

A un certo punto, il Pm di Roma chiede l'archiviazione dell'accusa di omissione d'atti di ufficio, e osserva che "sfugge il criterio di competenza territoriale della Procura di Terni". Ma intanto il suo capo, Pignatone, s'interessa al caso e, sulla base di un nuovo perito, Stefano Montanari - farmacista di mestiere, secondo cui i Filtri antiparticolato (Fap) sono pericolosi perché poi non vengono smaltiti bene - scrive una lettera ai ministeri dei Trasporti, della Salute e dell'Ambiente, chiedendo un approfondimento sulla utilità o nocività, appunto, dei filtri antiparticolato classici.

E in questo momento che interviene il Gip di Roma che respinge la richiesta di archiviazione e chiede il supplemento d'indagine. Non considera lo studio dell'Istituto Motori del Cnr, che evidenzia come i Fap oggi in uso costituiscano la miglior tecnologia disponibile per la riduzione delle emissioni di particolato, utilizzata in tutto il mondo; e non considera i precedenti provvedimenti del Tar, al quale peraltro la Dukic - irriducibile - si rivolge ancora nell'ottobre del 2015, reiterando le sue richieste testualmente, senza addurre elementi nuovi rispetto ai ricorsi precedenti bocciati.

L'udienza di discussione sulla richiesta di sospensiva è appunto prevista oggi per il prossimo 15 luglio, salvo ripensamenti o richieste di ulteriori differimenti. L'intera vicenda potrebbe dunque essere vicina a una svolta. Ma sono surreali i tempi e i modi di questo scontro fra titani su un dispositivo che tutto il mondo produce e applica nello stesso modo, visto che le vagheggiate alternative non sono mai riuscite a documentare la propria efficacia.

Discorso a parte per il "Day Dream" che, sul sito, promette molto di più: "A parità di prestazioni rese dal motore un risparmio di carburante (gasolio) variabile da un minimo del 4,5% a un massimo del 10%". Altro che particolato, se fosse vero ci sarebbe da correre a montarlo. 



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