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Cronaca

POST-IT/ Ogni Brexit è destinata a vincere?

Manifestazione anti-Brexit ieri in Gran Bretagna (LaPresse)Manifestazione anti-Brexit ieri in Gran Bretagna (LaPresse)

Perciò è soltanto se vi saranno esperienze personali e comunitarie in cui possano diventare nuovamente possibili e praticabili quei valori, e quindi possa nascere un nuovo giudizio su di sé e sul mondo, che potrà rinascere l'Europa (la terra della crisi e insieme la terra del dialogo, come ha richiamato di recente Papa Francesco). E questo vale per il comune cittadino non meno che per il capo di Stato. Se ci pensiamo, dunque, l'uscita dell'Inghilterra dall'Europa non rappresenta solo uno strappo e un fallimento, ma anche, e molto di più, una sfida e una possibilità di costruzione per tutti noi "europei". 

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COMMENTI
10/07/2016 - Presenza e Liberta (Vincenzo Mascello)

Caro Costantino, chiacchierando con Colonna mi è venuta la voglia di rileggere l'articolo e di dare questo contributo. Parto da qui: "una libertà in atto, che si impegni con un senso infinito della vita e dell'essere, può riprendersi la procedura e servirsene, come un uomo in carne ed ossa può servirsi degli strumenti più diversi per esprimere il suo amore per la persona amata". Secondo me 'demonizzare' qualsiasi strumento (usato sicuramente dal potere per il 'profitto' contro la 'libertà' attraverso il 'meccanismo') paradossalmente contribuisce a 'scartare' lo scarto di cui parli, delegando agli strumenti del potere (rete, tecniche di controllo, delega della libertà personale) la sopravvalutata possibilità di condizionarci, senza richiamare ciascuno a riscoprire che già da subito è possibile scoprire ed applicare l'"essenza dell'umano" anche nei contesti più "scuri" (dov'è certe volte le cose diventano più chiare - penso al nostro amico Luigi Romano) e nei contesti più "chiari" (la luce artificiale del formalismo non permette di osservare il lato oscuro sempre possibile nelle circostanze - penso a come il potere del datore di lavoro organizza 'come un orologio' l'azienda non guardando nemmeno in faccia le persone che la compongono). È decisivo decidere se è proprio vero che l"io in carne ed ossa" sia irriducibile al potere grazie ad una Presenza oppure no; è così essere certi che la "procedura" del potere "io" la posso usare per il bene.

 
04/07/2016 - brexit (pasquale colonna)

caro prof. Esposito, il tuo articolo è ottimo, è talmente corrispondente al mio cuore che mi sembra "ovvio", ma credo che sia soltanto l'"educazione" che il movimento di don Giussani ci ha dato a determinare questa sintonia umana. Hai espresso perfettamente le sensazioni e gli umori che tutta la vicenda mi ha suscitato! Una sola questione aggiungo a quanto esprimi: la vicenda brexit mostra l'evidenza dei nuovi rapporti da cui è regolata la democrazia. Mentre prima il voto era basato sulla opinione che il singolo aveva soprattutto a causa delle sue esperienze dirette personali e anche delle sue relazioni personali, oggi le esperienze personali e dirette pesano molto meno e le opinioni sono influenzate enormemente dalle conoscenze indirette determinate dalla democrazia della conoscenza causata dal potere della rete! Anche in questo caso c'è l'evidenza di uno scarto, che è precisamente dovuta alla differenza tra l'uomo virtuale (in ultima istanza dominato dal potere) e l'uomo vero in carne e ossa (che riconosce di consistere nel desiderio di Infinito e che sa che internet è soltanto uno strumento e non la soluzione, per cui continuerà sempre a cercare la vera soluzione a ogni problema entrandoci, condividendolo e vivendo). Ulteriori esempi dell'evidenza di questa nuova democrazia li abbiamo avuti nelle ultime elezioni in Italia e, anche se con valenza diversa, nel dibattito elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. Un caro abbraccio.