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MASSIMO BOSSETTI / Omicidio di Yara Gambirasio, news: lettera ai genitori della vittima (Oggi, 7 luglio 2016)

Massimo Bossetti, ultime news: l'uomo all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio incontra la moglie Marita Comi in carcere. Tutti i dubbi sul futuro dei suoi figli.

Massimo Bossetti Massimo Bossetti

Una settimana fa, Massimo Bossetti sperava ancora di poter essere scagionato dalle gravi accuse di omicidio di Yara Gambirasio e di occultamento del suo cadavere. Lo scorso venerdì, al termine di una camera di consiglio durata dieci ore, la Corte di Bergamo si è pronunciata in occasione della sentenza che ha condannato Bossetti all'ergastolo. Dopo quasi una settimana, l'ex muratore di Mapello ha rilasciato le prime considerazioni riportate oggi dal quotidiano Il Giorno online. L'uomo avrebbe continuato a definirsi innocente e sulla base di questa idea, sperava che una volta in libertà avrebbe potuto parlare e confrontarsi con i genitori di Yara Gambirasio. Dopo la condanna al carcere a vita, Massimo Bossetti avrebbe quindi affidato ai suoi legali una lettera indirizzata alla famiglia della vittima. "L'ho scritta in agosto, quando ero in isolamento", ha rivelato. Come sappiamo, Bossetti è stato arrestato nel giugno del 2014 ed è rimasto in isolamento fino ad ottobre, per ben 134 giorni.

Le prime parole di Massimo Bossetti a distanza di quasi una settimana dalla condanna all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, dopo aver parlato con la moglie Marita Comi e con l'avvocato Salvagni, l'uomo le ha rivolte ad un politico lombardo in visita al carcere di Bergamo. Il riassunto della loro conversazione può essere racchiuso in due punti cruciali: incredulità per la dura condanna a suo carico da parte dei giudici della Corte e dichiarazione di innocenza, come ormai sostiene da oltre due anni, ovvero dal giorno del suo arresto. Massimo Bossetti si è dichiarato ancora una volta innocente sostenendo in merito: "Non ho mai commesso nulla". A sconvolgerlo maggiormente, più della pena del carcere a vita, sarebbe però la perdita della potestà genitoriale, come riporta oggi TgCom24. Nonostante la condanna all'ergastolo, il presunto assassino di Yara Gambirasio non si arrende ma anzi continua a dichiarare la sua volontà di andare avanti nella sua battaglia: "Combatterò fino alla fine per amore della mia famiglia che mi è vicina".

Dopo la condanna all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, per Massimo Bossetti è venuto il tempo di fare i conti con la sentenza del tribunale che non ha creduto alla sua estraneità nel caso dell'uccisione della tredicenne di Brembate. Come riporta Il Giorno, nel corso di una visita al penitenziario di Via Gleno da parte di un non meglio precisato "politico lombardo", Bossetti ha sfogato il suo malessere per la condanna ricevuta:"Ancora non credo alla condanna al’ergastolo. Non ho mai commesso nulla. Quello che mi ha sconvolto è l’aggiunta all’ergastolo della perdita della patria potestà genitoriale. Una mazzata". Alla domanda del politico in visita su come trascorra le giornate, Bossetti è chiaro:"Leggo. Mi piace leggere la cronaca sul giornale. Poca televisione. Ricevo tante lettere di amici, anche di persone che non conosco e mi scrivono. Rispondo". Il tempo di una stretta di mano e l'incontro si conclude: Bossetti, canotta blu e pantaloncini corti, può tornare nella cella che condivide con un detenuto pugliese e che dovrebbe ospitarlo da qui alla fine dei suoi giorni.

E' trascorsa quasi una settimana dalla condanna all'ergastolo a carico di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell'omicidio e dell'occultamento di cadavere di Yara Gambirasio. Il sipario sul processo di primo grado è calato con la convinzione della famiglia della tredicenne di Brembate che giustizia sia stata fatta ma anche con quella dell'imputato relativa alla sua innocenza. Ed a credere all'innocenza dell'uomo è anche la moglie, presente in occasione della sentenza e che all'indomani del verdetto che ha condannato Massimo Bossetti al carcere a vita è tornata nuovamente al suo fianco. Come rivela Quotidiano.net, Marita Comi sempre presente nel corso delle udienze che hanno caratterizzato le arringhe conclusive del lungo processo a carico di Bossetti, al termine della lettura della sentenza ha mantenuto la calma. Esattamente come il marito e padre dei suoi figli. Eppure non ha potuto risparmiare un commento condiviso anche dalla difesa dell'uomo ora all'ergastolo: "Credo nell’innocenza di Massimo e continuerò a crederci". Il verdetto della Corte di Bergamo, dunque, non ha allontanato la donna dal presunto assassino di Yara Gambirasio, al punto da commentare con estrema sincerità, senza smentire i suoi iniziali dubbi: "La mia fiducia in Massimo è più forte che mai. Ho avuto dei dubbi, umanamente, non lo nego. Anche perché avevo davanti tutte le sicurezze assolute dell’accusa, come quella per i passaggi del furgone. Per questo ho voluto fargli delle domande precise. Non ho voluto fare soltanto un atto di fede nell’uomo con cui ho condiviso una vita. Mi sono posta dei dubbi anche a tutela dei miei figli. Gli ho parlato guardandolo negli occhi. E gli ho creduto. Gli credo ancora". All'indomani dalla sentenza di condanna, Marita Comi insieme all'avvocato Claudio Salvagni che con Paolo Camporini compongono la difesa di Massimo Bossetti, ed al cognato Fabio si è recata in carcere in occasione della prima visita con l'uomo, nei panni di ergastolano. Come sottolinea Il Gazzettino, Marita si è presentata senza i figli, dei quali il Tribunale dei Minori ha tolto a Bossetti la patria potestà. In merito i suoi avvocati hanno comunque ribadito che l'uomo avrà la possibilità di vederli. Dal primo incontro tra Bossetti e la moglie, a detta de Il Giornale, sarebbero scaturiti i maggiori dubbi dell'ex carpentiere accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. "Mi hanno tolto la potestà genitoriale. Cosa significa? Che non vedrò più i miei figli?", è stato il primo commento a caldo di Massimo Bossetti in presenza di Marita. In merito, in realtà, l'avvocato Salvagni avrebbe più volte spiegato al suo assistito che questa sarebbe una pena accessoria, applicata solo in caso di condanna definitiva. "Se io sono innocente come possono condannarmi?", avrebbe quindi commentato l'uomo, da quasi una settimana all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio.

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