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NIGERIANO UCCISO/ Chinyery e quella bellezza del perdono più grande del dolore

Pubblicazione:venerdì 8 luglio 2016

Chinyery, la moglie di Emmanuel, immagine dal web Chinyery, la moglie di Emmanuel, immagine dal web

Chinyery era scappata dall'orrore, aveva abortito a causa delle percosse, ora tutto le crolla per l'ennesima volta addosso,  e lei pensa a quante vite può salvare con gli organi del marito. Chinyery è generosa e se non lo sa glielo dico io. Chinyery, più ancora, ha trovato il modo di reagire contro l'orrore perché quando ci si comporta così vuol dire che nel cuore c'è qualcosa di forte, che permette di affrontare tutto. Dobbiamo imparare da lei per affrontare questo clima mefistofelico. Ieri Papa Francesco ha incontrato dei poveri e ha dato loro la missione di pregare per i colpevoli della loro povertà, perché si convertano. 

Siamo stanchi, viviamo in un clima pazzesco, però finché non cambiamo cuore e testa e sguardo, non sapremo il bello che scatta nella testa e nel cuore di persone come Chinyery, e rimarremo a con i piedi immersi nel nostro lamento. Non sapremo mai cosa batte nel cuore di chi ci fa vedere come è fatta la misericordia che predichiamo.



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COMMENTI
09/07/2016 - I genitori di Daniele (Giuseppe Crippa)

Pare che alcuni riscontri non concordino affatto con quanto scrive don Mauro in particolare all’inizio di questo suo articolo ma concordo con lui nel considerare molto generoso il gesto della moglie, Chinyery. Ricordo però che fecero altrettanto, e nessuno allora si prese cura di enfatizzarlo, anche i genitori del ventunenne Daniele Carella, brutalmente ucciso dal ghanese Adam Kobobo all’alba del 13 maggio 2013 a Milano.

 
08/07/2016 - Chinyery grazie che ci sei... (claudia mazzola)

Io mi inchino davanti al tanto amore che ci testimonia questa donna.