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GMG 2016/ Da Cracovia, Francesco prepara la sua resistenza

La risposta della Chiesa Cattolica alla barbarie della guerra che stiamo vivendo è dunque il vento di Cracovia: dalla Gmg 2016 Francesco organizza la sua resistenza. Di FEDERICO PICHETTO

La Presse La Presse

GMG 2016. La risposta della Chiesa Cattolica alla barbarie della guerra che stiamo vivendo è dunque il vento di Cracovia. Mentre l'odio, il risentimento e il terrore contaminano le nostre vite - arrivando perfino a corrodere gli stessi rapporti in seno alla comunità cristiana - dalla Polonia Francesco organizza la sua resistenza. Come la seconda guerra mondiale ebbe una svolta nel sussulto di chi non voleva cedere all'orrore del totalitarismo nazifascista, così questo terzo conflitto - benché forse lontano dal suo esaurirsi - trova oggi i suoi nuovi partigiani nei giovani che da tutto il mondo sono giunti nella terra di san Giovanni Paolo II per incontrare Gesù, per vedere Pietro. E Pietro ha loro parlato.

Il Papa, però, ha voluto descrivergli quella che più che una resistenza militare o culturale al nemico si configura invece come una resistenza dell'umano alle spinte che vorrebbero ridurlo, che vorrebbero sbriciolarlo e fagocitarlo nel vortice della rabbia e della paura. L'omelia che ha concluso la Gmg 2016 ha pertanto indicato una strada a tutti per uscire realmente dalla crisi che stiamo attraversando. Riprendendo l'episodio di Zaccheo, Papa Bergoglio ha parlato della "bassa statura" del personaggio evangelico, una bassa statura che poteva portarlo a chiudersi in se stesso, a non sperare che là fuori ci fosse ancora qualcosa per lui.

E invece così non avvenne: Zaccheo riconobbe che nella realtà c'è un bene che ci aspetta e, forte di questo, sfidò la vergogna paralizzante per la propria condizione esistenziale con la potenza, e il fascino, della sua curiosità. Non solo nella storia c'è dunque un bene che ci aspetta, ma questo bene va guardato, va cercato, va costantemente seguito. Zaccheo non si è lasciato determinare dal contesto sociale o antropologico in cui era finito, ma ha permesso alla realtà - dentro un quadro in cui tutto appariva "contro" di lui - di smuoverlo. Non ha intrapreso una lotta con i suoi nemici, ma ha vinto la battaglia cedendo ad un'attrattiva, ad una curiosità più grande della somma di tutte le cose che non tornano. Una curiosità che c'è e che permane.

La folla mormorante dei farisei, ha aggiunto il Papa, a quel punto ha smesso di essere un'obiezione: i dibattiti fra noi o il nostro passato pieno di miserie smettono di essere un ostacolo quando inizia a prevalere la curiosità per il presente, per Uno che c'è e che opera. Il nostro sguardo è troppo pieno di dolore, di recriminazioni e di supposte verità per poter essere davvero libero. Che cosa pesa di più? La morte che bussa a Rouen o la Vita che ci fa visita nello sguardo di un mussulmano che ci manifesta la sua vicinanza e il suo dolore nel giorno del Signore? Che cosa vale di più? 


COMMENTI
01/08/2016 - W il Papa (claudia mazzola)

Dio si è fatto carne!!! Capito? Ci ha dato il potere di fare noi il bene o il male. Dio non è il mago Othelma sulla nuvoletta! Dio opera in noi con noi per noi.

 
01/08/2016 - AUT-AUT (FRANCA NEGRI)

Due commenti. 1. Perché la certezza di essere io già stato conquistato da Cristo è posta in alternativa all'ipotesi che l'altro possa fregarmi? Perché questa ostinazione a non voler vedere che c'è il male sulla terra e nel cuore dell'uomo? Azzardo timidamente una spiegazione per questo aut-aut che a me sembra irragionevole: perché non ci sono certezze. Si brancola nel buio, appesi al piuolo dell'istante e alla circostanza opaca. Questo, con tutto il rispetto, mi sembra davvero "protestante". 2. Questo Dio (immagino cristiano) che "non fa mai come, dove e quando pensiamo noi" e che va solo seguito, anche irragionevolmente, a me somiglia tanto ad Allah, non al Logos.