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ANDREA SOLDI / Muore per un Tso: chi è l'artista che ha ridipinto la panchina (Oggi, 10 agosto 2016)

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Immagine di archivio (lapresse)  Immagine di archivio (lapresse)

ANDREA SOLDI, MUORE PER UN TSO: KARIM CHERIF, L'ARTISTA DI STRADA CHE HA REALIZZATO LA PANCHINA ROSSA (ULTIME NOTIZIE, OGGI 10 AGOSTO 2016) - Il ricordo di Andrea Soldi, il 45enne morto durante un Tso poco più di un anno fa, è stato affidato ad una panchina, la stessa sulla quale è andato incontro al suo terribile destino in Piazza Umbria a Torino. In accordo con la famiglia della vittima, nei giorni scorsi un artista torinese ne ha realizzato una vera opera. La panchina di Andrea Soldi ha così assunto il colore granata, in onore della squadre di calcio che tanto amava ed è stata dipinta con tre stelle alpine. A realizzare ciò, usando pennelli e bombolette spray, stando alle notizie rese note da Repubblica.it, è stato l'artista di strada Karim Cherif. Il writer è solito occuparsi del progetto "panchine rosse" dell'associazione Acmos e nel caso della panchina in memoria di Andrea Soldi, si è cimentato per tre lunghe ore nel pomeriggio di ieri in accordo ovviamente con la famiglia del 45enne. I familiari, lo scorso sabato avevano accolto la proposta del presidente della Circoscrizione 4, Claudio Cerrato, intenzionato a trasformare la panchina di Piazza Umbria in una vera e propria panchina d'artista come già accaduto per quelle realizzate contro la violenza sulle donne.

ANDREA SOLDI, MUORE PER UN TSO: A DISTANZA DI UN ANNO LA SUA PANCHINA RIDIPINTA DI ROSSO (OGGI, 10 AGOSTO 2016). IL MESSAGGIO DEL PADRE - Nei giorni scorsi la memoria di Andrea Soldi, il "gigante buono" di 45 anni soffocato dalla presa al collo di un vigile urbano durante un Tso in Piazzetta Umbria a Torino, come riporta Repubblica.it era stata in qualche modo intaccata in seguito ad una serie di atti vandalici. Le sue foto, i messaggi di amici e parenti, i lumini ed i fiori presenti nella piazzetta erano spariti misteriosamente lasciando presso la famiglia dell'uomo morto un vuoto ancora più grande, ad un anno esatto dalla sua scomparsa. Nelle ultime ore però, nella stessa piazzetta che Andrea Soldi era solito frequentare, la stessa panchina sulla quale morì è stata oggetto dell'opera dell'artista torinese Karim Cherif che l’ha ridipinta di rosso in accordo con la sua famiglia. A permettere ciò è stato anche l'interessamento di Claudio Cerrato, il presidente della Circoscrizione 4, che ha reso possibile ridare splendore alla memoria del 45enne, omaggiandolo con i colori della squadra che tanto amava. A La Stampa il padre della vittima, Renato Soldi ha voluto commentare: "Spero che nessuno la vandalizzi. Servirà a non scordare cosa è accaduto".

ANDREA SOLDI, MUORE PER UN TSO: A DISTANZA DI UN ANNO LA SUA PANCHINA RIDIPINTA DI ROSSO (OGGI, 10 AGOSTO 2016). L'IMPEGNO DELLA FAMIGLIA - E' trascorso poco più di un anno dalla morte di Andrea Soldi, il 45enne deceduto durante un Tso mentre si trovava su una panchina in Piazza Umbria, a Torino. In suo ricordo, l'artista di strada Karim Cherif, in accordo con la famiglia dell'uomo, ieri si è cimentato nella realizzazione di una panchina d'artista dipingendo quella di Andrea Soldi con il colore granata e tre stelle alpine ed associando a questa realizzazione un impegno importante: "Andrea, faremo tutto il possibile affinché quello che è successo a te non accada mai più". Nelle scorse settimane era stato segnalato un fatto increscioso con il quale si mortificava la memoria del 45enne dopo che qualcuno aveva strappato via fotografie e messaggi indirizzati a Soldi da amici e parenti. Come evidenzia Repubblica.it, il lavoro di Karim Cherif è durato tre ore ed ha visto l'utilizzo di pennelli e bombolette spray per dare vita ad un simbolo e allo stesso tempo ad un impegno e per non dimenticare quanto accaduto un anno fa a Torino.

ANDREA SOLDI, MUORE PER UN TSO: A DISTANZA DI UN ANNO LA "SUA" PANCHINA RIDIPINTA DI ROSSO (OGGI, 10 AGOSTO 2016): IL PADRE, "SE NON AVESSERO USATO LA FORZA SAREBBE ANCORA VIVO" - Parla per la prima volta il padre di Andrea Soldi, dopo un anno dalla morte del 45 di Torino che era stato prelevato per un Tso ma è arrivato in ospedale morto. La panchina dove l'uomo, malato di schizofrenia, era solito stare, e dalla quale è stato prelevato da uno psichiatra e tre vigili, è stata ora dipinta di rosso. In attesa del processo che inizierà il prossimo 14 ottobre per chiarire le cause della morte di Andrea Soldi il padre rilascia un'intervista a La Stampa in cui dichiara di essere certo che “se non avessero usato la forza per prelevarlo suo figlio sarebbe ancora vivo”: "Mi tormenta pensare alla sofferenza che ha dovuto sopportare mio figlio mentre lo tenevano per le braccia e lo afferravano al collo. E sa perché? Perché Andrea era un buono. Era generoso. Aiutava tutti. Ritirava i soldi in banca e dopo pochi giorni era pulito. Magari c’era chi se ne approfittava un po’". E aggiunge: "Spero che, finalmente, venga fuori la verità. Nient’altro. Voglio capire come, quando e perché è morto mio figlio. Io so solo che l’ho trovato senza vita all’ospedale con le ecchimosi sul viso e i polsi fasciati per coprire i segni delle manette". (clicca qui per leggere tutta l'intervista)

ANDREA SOLDI, MUORE PER UN TSO: A DISTANZA DI UN ANNO LA "SUA" PANCHINA RIDIPINTA DI ROSSO (OGGI, 10 AGOSTO 2016) - Ad un anno di distanza dalla sua morte, la panchina di Andrea Soldi è stata dipinta di rosso. E' qui che il 5 agosto scorso il 45enne di Torino è stato prelevato per un Tso: sarà l'ultimo posto che vedrà da vivo, perchè arriverà in ospedale più tardi già morto. In quella stessa panchina torinese di Piazza Umbria nelle ultime settimane sono stati tolti, in circostanze da appurare, i fiori e le foto lasciate da parenti, amici e conoscenti. Andrea Soldi, malato da tempo di schizofrenia, rifiutava da sette mesi le cure e per questo uno psichiatra e tre vigili avevano deciso di procedere con il ricovero coatto. Si era rifiutato però di seguirli, motivo che ha spinto i quattro uomini a costringerlo con la forza. Il prossimo ottobre si svolgerà il processo per appurare le reali cause della morte, una domanda che il padre Renato non ha smesso di porsi da quel giorno. In un'intervista de La Stampa, il padre di Andrea Soldi ha infatti affermato di sperare che "venga fuori la verità. Nient'altro. Voglio capire come, quando e perché è morto mio figlio. Io so solo che l'ho trovato senza vita all'ospedale con le ecchimosi sul viso e i polsi fasciati per coprire i segni delle manette". E' sicuro anche che se i quattro uomini avessero convinto con le buone il figlio a seguirli, oggi sarebbe ancora vivo. Un ricordo doloroso con cui Renato Soldi dovrà convivere per sempre, soprattutto perché non smette di pensare al figlio, buono, generoso, sportivo e a quella malattia che lo aveva colpito durante gli anni della leva, senza mai più lasciarlo. "Mi diceva: papà, sei il mio migliore amico. Di amici non ne aveva più: di fronte alla malattia mentale si dileguano tutti". Eppure Andrea Soldi era conosciuto e benvoluto da tutti, proprio per la sua bontà. Un episodio analogo a quello che è successo quel fatidico giorno era inoltre successo otto mesi prima, ma allora le cose andarono diversamente. Un'infermiera infatti aveva agito con calma ed era riuscito a convincere Andrea a seguirla. 



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