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DALLA GERMANIA/ Maria (siriana): anche qui abbiamo paura, vogliono fare l'Europa musulmana

Rifugiati in Germania al confine con l'Austria (LaPresse) Rifugiati in Germania al confine con l'Austria (LaPresse)

Ho preso sul serio questa loro paura, e ho chiesto a Maria che cosa pensino dei musulmani che sono andati a messa in Italia e in Francia come segno di solidarietà per l'uccisione del sacerdote francese, padre Jacques Hamel. "Penso — mi ha risposto Maria — che vogliano cambiare "the bad reputation of islam" e che siano dalla parte di chi dice che l'islam è la religione della pace e dell'amore. E che quelli che hanno ucciso padre Hamel non rappresentino l'islam. I am sorry but I can't believe them. I have a lot of pain in my heart and I can not forgive or believe them anymore" (Mi dispiace, ma non posso credergli. Ho molta paura nel mio cuore e non posso più perdonarli o prestargli fede").
Non ho potuto che risponderle che sentivo bene la ferita che ha nel cuore. E mi sono tornate alla mente le parole di papa Francesco: "perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più. Non c'è nessuno fra noi, qui, che non sia stato perdonato".
Probabilmente il giudizio di Maria sui musulmani ha anche una dimensione di pregiudizio o preconcetto, provocata da chi ha una tale ferita nel cuore. Lei stessa ha aggiunto: "Right know I can not forgive and be the good christian that I should be. I know it is not right".
Luigi Giussani, ha scritto cose molto profonde sul preconcetto, assolutamente non moralistiche. Solo il superamento del pre-concetto, etimologicamente inteso, rende possibile attingere un significato che ecceda ciò che già si sa o si crede di sapere. Ma questo passo non è possibile senza fare esperienza dell'amore gratuito (per esempio la solidarietà con cui alcuni musulmani sono andati a messa), e con ogni probabilità tutti abbiamo bisogno di superare il nostro preconcetto mediante una "apertura di domanda". Solo l'amore è credibile e dapprima amore non è "docere" (insegnare dall'alto in basso qualcosa a qualcuno), ma "sapere" (gustare, assaporare, condividere); anche "the lot of pain in my hart" che l'altro sta provando.
Maria e suo marito leggeranno questa mia lettera e potranno vedere quali riflessioni hanno provocato in me le loro parole. A loro auguro un'esperienza vera di amore gratuito.

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COMMENTI
12/08/2016 - IL PERDONO (ELENA FRUGANTI)

Il perdono del male subito è un percorso, non un obbligo morale a scadenza immediata. È spesso l'esito di una maturazione, all'interno di un cammino di fede, di una posizione non istintiva, che superi il senso di ingiustizia del male subito, l'orrore della violenza gratuita, la ribellione al male del mondo e la decisione di non prendervi parte, neanche soltanto con la durezza del proprio cuore. Eppure non dovremmo avere come obiettivo primario perseguire la giustizia? Punire i colpevoli? Allora Chi può accompagnarci in un percorso così diverso da sembrare irrazionale? Solo dentro l'esperienza di un grande Amore la realtà prende forma oltre i nostri parametri e preconcetti. Il perdono è cosa ben diversa dall'ingenuità.

 
12/08/2016 - PRECONCETTI (Giuseppe Schillaci)

Roberto Graziotto, scrivendo - gli auguro - dal comodo della propria confortevole postazione desktop, accusa Maria, la profuga siriana cristiana, di preconcetto e pregiudizio verso i musulmani, se semplicemente dice che non si fida di loro, proprio perché li conosce bene. Maria sa (non presume) che "questa gente non può amare gli altri quando sono diversi. Non possono accettare l'altro per come è. E non si sa che cosa hanno in mente e possono fare". Maria sa (non presume) che "Lo so che non tutti i musulmani sono terroristi o sono cattivi. Ma la maggioranza è così. Per questo è successo ciò che è successo nel nostro paese". Maria sa (non presume) che Graziotto non può nemmeno usare il vero nome di Maria per motivi di sicurezza. Maria sa (non presume) che "Nella nostra classe di tedesco dicono chiaramente che vogliono fare l'Europa musulmana e la nostra maestra non dice niente". Ha ragione Graziotto: il preconcetto è duro a vincere. Ma non quello di Maria.

 
12/08/2016 - Cristiani o stolti? (Corrado Rizzi)

Farsi prendere la vita sapendo che questo è quello che vuole l'assassino non mi sembra molto cristiano.... la Chiesa non ha mai giustificato la ricerca del martirio, soprattutto (e questo vale per quei governanti che dicono di riferirsi ai cosiddetti valori cristiani) quando al martirio si inviano gli altri, quelli che si dovrebbero proteggere.