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DALLA GERMANIA/ Maria (siriana): anche qui abbiamo paura, vogliono fare l'Europa musulmana

Pubblicazione:venerdì 12 agosto 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 agosto 2016, 18.47

Rifugiati in Germania al confine con l'Austria (LaPresse) Rifugiati in Germania al confine con l'Austria (LaPresse)

LIPSIA — Caro direttore,
è ormai noto che le indagini riguardanti gli attentati di Würzburg e Ansbach (Baviera) rivelano che essi sono stati compiuti sotto la regia dell'Isis. Telefonate, anche dall'Arabia Saudita, fanno vedere che alle due persone che hanno compiuto gli attentati, sono state date indicazioni precise su come farli. Alla persona in cerca di asilo politico che ha compiuto l'attentato di Würzburg era stato consigliato di fare un attento simile a quello di Nizza, usando una macchina, ma non sapendo guidare, si è convenuto di farlo con un'ascia.  
Come si può immaginare questo tipo di eventi preoccupano le persone qui da noi, come tutti in Europa. Così, ho deciso di scrivere a una famiglia siriana cristiana che avevo conosciuto un anno fa, quando arrivarono come ospiti nel campo di accoglienza della nostra città.
La famiglia è composta da Maria (34 anni), suo marito Alber (33 anni) e George (4 anni); i nomi sono fittizi, per motivi di sicurezza. Maria e Alber quest'anno hanno frequentato un corso che si chiama "Leben in Deutschland" (vivere in Germania), si tratta di un corso sulla vita, la politica e la storia in Germania. George va all'asilo ed è molto contento. Ha trovato dei piccoli amici ed adesso ha cominciato a comunicare con loro in tedesco, inglese ed arabo. Alber ha trovato un "mini job" in un tennis club come cameriere. Il contratto è per sei mesi e poi si vedrà, mi ha scritto Maria.
L'esame di tedesco (livello B2) che Maria ha fatto qualche giorno fa è andato molto bene e oggi Maria comincia a parlare in tedesco con la gente. Con me scrive in italiano e, quando è emozionata, in inglese. Vanno normalmente a messa e hanno amici tedeschi.
Ho chiesto loro cosa pensassero degli ultimi attentati. Maria ha risposto: "Abbiamo tanta paura, perché noi sappiamo che questa gente non può amare gli altri quando sono diversi. Non possono accettare l'altro per come è. E non si sa che cosa hanno in mente e possono fare. Lo so che non tutti i musulmani sono terroristi o sono cattivi. Ma la maggioranza è così. Per questo è successo ciò che è successo nel nostro paese. È un po' difficile spiegare tutto questo in italiano. Ma una cosa devo raccontartela. Nella nostra classe di tedesco dicono chiaramente che vogliono fare l'Europa musulmana e la nostra maestra non dice niente. Credo che il governo dovrebbe stare più attento a chi lascia entrare nel proprio paese".


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COMMENTI
12/08/2016 - IL PERDONO (ELENA FRUGANTI)

Il perdono del male subito è un percorso, non un obbligo morale a scadenza immediata. È spesso l'esito di una maturazione, all'interno di un cammino di fede, di una posizione non istintiva, che superi il senso di ingiustizia del male subito, l'orrore della violenza gratuita, la ribellione al male del mondo e la decisione di non prendervi parte, neanche soltanto con la durezza del proprio cuore. Eppure non dovremmo avere come obiettivo primario perseguire la giustizia? Punire i colpevoli? Allora Chi può accompagnarci in un percorso così diverso da sembrare irrazionale? Solo dentro l'esperienza di un grande Amore la realtà prende forma oltre i nostri parametri e preconcetti. Il perdono è cosa ben diversa dall'ingenuità.

 
12/08/2016 - PRECONCETTI (Giuseppe Schillaci)

Roberto Graziotto, scrivendo - gli auguro - dal comodo della propria confortevole postazione desktop, accusa Maria, la profuga siriana cristiana, di preconcetto e pregiudizio verso i musulmani, se semplicemente dice che non si fida di loro, proprio perché li conosce bene. Maria sa (non presume) che "questa gente non può amare gli altri quando sono diversi. Non possono accettare l'altro per come è. E non si sa che cosa hanno in mente e possono fare". Maria sa (non presume) che "Lo so che non tutti i musulmani sono terroristi o sono cattivi. Ma la maggioranza è così. Per questo è successo ciò che è successo nel nostro paese". Maria sa (non presume) che Graziotto non può nemmeno usare il vero nome di Maria per motivi di sicurezza. Maria sa (non presume) che "Nella nostra classe di tedesco dicono chiaramente che vogliono fare l'Europa musulmana e la nostra maestra non dice niente". Ha ragione Graziotto: il preconcetto è duro a vincere. Ma non quello di Maria.

 
12/08/2016 - Cristiani o stolti? (Corrado Rizzi)

Farsi prendere la vita sapendo che questo è quello che vuole l'assassino non mi sembra molto cristiano.... la Chiesa non ha mai giustificato la ricerca del martirio, soprattutto (e questo vale per quei governanti che dicono di riferirsi ai cosiddetti valori cristiani) quando al martirio si inviano gli altri, quelli che si dovrebbero proteggere.