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HOLLANDE DAL PAPA/ E se la Francia restituisse ciò che ha "rubato" all'Europa?

Pubblicazione:giovedì 18 agosto 2016

Papa Francesco e François Hollande (LaPresse) Papa Francesco e François Hollande (LaPresse)

Parafrasando una celebre frase del XVII secolo, non si va a Messa per tenersi Parigi, ma si va a Parigi in cerca di una Messa, ossia di una Presenza al cui cospetto gli uomini possano tornare a riconoscersi come un bene, come "fratelli nell'umanità". Che cosa pensa il presidente francese alla sera prima di andare a letto? Io vivo nel terrore di un continente che torna penitente dal Papa ma che — prima di dormire — ha perso l'abitudine di guardare le stelle e di cogliere l'orizzonte come un'opportunità. Vivo nel terrore di un popolo che pensi di poter fermare le migrazioni del nostro tempo con la politica, con gli affari, con la guerra, con l'economia.
"Il deserto diverrà un giardino". È questo il titolo della scultura che papa Francesco ha regalato a Hollande. Una frase del profeta Isaia, una promessa. Oppure, al contrario, l'eterna sfida a cambiare mentalità e a permettere al Grande Giardiniere di tornare ad occuparsi della Sua terra, dei Suoi legami, di un cuore ferito che nessun compiacimento potrà mai mettere al sicuro, bensì solo l'esperienza improvvisa di un amore totale e gratuito. Quell'esperienza che ciascuno di noi attende e che è la sola che è capace davvero di cambiare la Francia e l'Europa. Liberandola dalla paura, ridonandola a se stessa.
Hollande torna a Parigi. E, al di là di un comprensibile compiacimento, la nostra speranza è che questa visita e gli occhi di quell'uomo vestito di bianco abbiano portato nel cuore del presidente un "santo disturbo", il disturbo di chi — la notte in cui ha visto le stelle — non vuole più dormire, ma vuole solo salire più in alto per vedere. E per capire.



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COMMENTI
18/08/2016 - In Francia diversi anni fà solo 500 avvocati! (orazio bacci)

Me nè riferì un famoso avvocato d'allora.Quando mi disse che in Italia vi erano 50.000 avvocai,chi era più onesto?Tanto per bene è onesta pare........

 
18/08/2016 - Il terrore di Pichetto (Giuseppe Crippa)

Mi spiace che don Federico viva nel terrore di un popolo che pensi di poter fermare le migrazioni del nostro tempo con la politica, con gli affari, con la guerra, con l’economia. Io sopporto questa classe politica che risponde alle migrazioni con gesti di apparente apertura ma di sostanziale indifferenza e non cesso di sperare in un popolo che si dia dirigenti che assumano provvedimenti realisticamente sostenibili a favore dello sviluppo dei paesi poveri come invocato dai loro stessi Vescovi anche riportando nei loro paesi chi non è fuggito dalla violenza ma è stato attratto dal miraggio di una vita più facile che in questo momento fatichiamo ad assicurare anche ai nostri figli.