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PAPA E ISLAM/ Farouq: condannare tutti i musulmani è la vittoria dell'Isis

Papa Francesco Papa Francesco

Il capitolo 5, versetto 82 del Corano, afferma che “i più cordialmente vicini ai musulmani sono quelli che dicono: Siamo cristiani!”. Qui il Corano distingue fra il dogma e le persone. È vero che il Corano condanna il dogma della trinità, ma basta che una persona dica di essere cristiana per avere un rapporto affettuoso con lei. I musulmani non devono giudicare i dogmi dei cristiani ma devono amare le persone cristiane in quanto tali. E’ questo l’autentico insegnamento del Corano, nonché ciò in cui credo personalmente in quanto musulmano. Ed è questo ciò che capiremmo se si smettesse di citare il Corano fuori dal suo corretto contesto.

Papa Francesco ha detto che “l’islam non è una religione violenta”, e questo va contro a un’immagine comunemente diffusa. Da musulmano lei come accoglie le parole del Papa?

Ringrazio Dio perché c’è Papa Francesco. Le parole di Papa Francesco mi hanno fatto sentire ascoltato in quanto essere umano, e ho compreso che per lui la mia stessa presenza come persona è importante. Il Papa è uno che mi guarda e che non mi dimentica. Mentre chi condanna tutti i musulmani in quanto tali compie un atto di violenza contro persone come me che vivono un’esperienza di incontro e amicizia con i cristiani. Gli integralisti cattolici affermano che il Papa è buonista, perché non vuole fare questa condanna collettiva dell’islam e dei musulmani. Ma il papa sa bene che questa condanna collettiva è il primo atto di una serie che trasforma un’esperienza religiosa in qualcosa di simile all’Isis.

Domenica i musulmani di tutto il mondo hanno partecipato alla messa. Lei che cosa ne pensa di questa iniziativa?

La ritengo una grande iniziativa. Non importa che alcuni fossero sinceri e altri meno, perché dopo ciò cui hanno partecipato i loro cuori sono cambiati. Nel momento stesso in cui hanno vissuto questo momento di preghiera con i cristiani, hanno visto con i loro occhi che ci sono persone che hanno la fede e che amano Dio e gli altri esseri umani. Dopo questa iniziativa l’altro non è più un’immagine o uno stereotipo. A partire da domenica il mondo è cambiato perché c’è stato un incontro. Se anche su migliaia di partecipanti ce ne fossero soltanto cento che hanno vissuto profondamente questa esperienza d’incontro, è già di per sé un grande cambiamento.

(Pietro Vernizzi)

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