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I NUMERI/ Rosina: troppi Neet, ci affossano più del debito pubblico

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Riguardo alle intenzioni future, la percentuale degli under 30 che progettano di uscire dalla casa dei genitori entro un anno dall'intervista è pari a poco più di un quarto nella fascia 18-24 e a poco più di un terzo nella fascia 25-29. Valori non elevati se si pensa che la maggioranza dei giovani europei vive in autonomia dopo i 25 anni. Esistono però differenze marcate sia rispetto alla presenza del lavoro sia al tipo di lavoro svolto: per chi ha un contratto a tempo determinato si sale al 45 percento di intenzioni positive di uscita; mentre tra i Neet non solo il valore è molto basso, pari al 23 percento, ma rimane sostanzialmente fermo all'aumentare dell'età. Si tratta di un chiaro segnale di progetti di vita che vengono rinviati e che progressivamente si trasformano in rinuncia definitiva.

L'elevata percentuale di Neet in Italia non compromette solo le vite lavorative dei giovani ma costituisce, in definitiva, un enorme macigno (peggiore del debito pubblico) sulla sostenibilità sociale, sulle dinamiche demografiche e sullo sviluppo economico dell'intero paese. La risposta non può arrivare solo da misure limitate, come il piano Garanzia giovani, ma serve un più profondo ripensamento del ruolo delle nuove generazioni nel modello sociale e di sviluppo dell'Italia. 

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