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CINESE AFFOGA NEL PO, ITALIANO LO SALVA / Lettera minatoria: "Dovevi lasciarlo crepare" (oggi 23 agosto 2016)

Insulti dopo salvataggio di un cinese: lettera di offese dopo il gesto eroico. "Dovevi lasciarlo crepare". Le ultime notizie e gli aggiornamenti sul fatto di cronaca (oggi, 23 agosto 2016).

Fiume Po Fiume Po

INSULTI DOPO AVER SALVATO UN CINESE, LETTERA DI OFFESE DOPO IL GESTO EROICO: "DOVEVI LASCIARLO CREPARE" (ULTIME NOTIZIE, OGGI 23 AGOSTO 2016) - Un cittadino parmense è stato preso di mira con una lunga lettera di insulti per aver salvato un cinese che rischiava di annegare nel Po. Sauro Maghenzani, anziché essere lodato per l'atto di altruismo con il quale ha salvato una vita umana, è stato invece accusato di essere dalla parte degli immigrati. Nella sua abitazione a Mezzani, in provincia di Parma, ha ricevuto una lunga lettera anonima ricca di offese a sfondo razzista: «Abbiamo gli extracomunitari che ormai ci stanno soffocando e comandano loro, i cinesi che ci stanno uccidendo con la loro concorrenza», si legge nella lunga lettera, nella quale non mancano espressioni forti: «Dovevi lasciarli crepare». Maghenzani ha spiegato di aver risposto ad una richiesta di aiuto e che avrebbe fatto lo stesso per chiunque: «Mi hanno scritto cose assurde, dicono che è colpa mia se ci sono gli stranieri in Italia, perché li salvo tutti io», ha raccontato ai microfoni de Il Fatto Quotidiano. I fatti risalgono al 7 agosto, quando sulle rive del Grande Fiume a Boretto, in provincia di Reggio Emilia, un uomo ha accusato un malore in acqua e rischiava di annegare. Altri due cercavano di aiutarlo, ma il cinese non riuscita a tornare a riva per la corrente e allora Maghenzani si è tuffato, ha nuotato per una ventina di metri e ha raggiunto le tre persone. E così ha riportato a riva il 28enne cinese con il padre e il fratello. «I cinesi volevano addirittura offrirmi dei soldi. Ma non mi sento di aver fatto nulla di speciale», ha spiegato Maghenzani. Non è mancata qualche battuta infelice da parte dei concittadini, come «Se era dei nostri era meglio» e «Potevi lasciarlo là», ma di certo in quella lettera ricevuta pochi giorni fa si è andati ben oltre. «Tutto quello che sta succedendo su questa vicenda non ha senso», ha concluso Maghenzani. Come dargli torto.

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