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CHIESA/ Mons. Zuppi: la misericordia? Far propria la commozione di Gesù

Pubblicazione:mercoledì 24 agosto 2016

Papa Francesco (LaPresse) Papa Francesco (LaPresse)

Il Giubileo della Misericordia ha riaperto tante domande e consentito alla Chiesa di ritrovare il suo volto di Madre, aiutando in tanti a riscoprirla come Madre. E soprattutto questo è un processo che inizia, una sensibilità che ritrova centralità. La Misericordia non è un valore tra gli altri ma una vera e propria priorità.

 

Che cosa dobbiamo fare per accogliere l’appello alla conversione che viene dal Giubileo della Misericordia?

Dobbiamo iniziare a piangere, come ci ha invitato a fare tante volte Papa Francesco. Ricordo un incontro con i sacerdoti di Roma nel corso del quale il Santo Padre ci disse: “Impariamo a piangere”. La vera questione non è una disciplina interna o un metodo da acquisire, bensì la commozione di Gesù di fronte alle folle. Quando avvertiamo questo sentimento di fronte alle tante domande, alle difficoltà, alla confusione in cui vivono i nostri fratelli, troviamo la motivazione che ci serve per scegliere la via della Misericordia. Non è qualcosa che sperimentiamo in laboratorio, bensì, come ci ha invitato a fare Papa Francesco nell’Enciclica Lumen Fidei, si tratta di “guardare con gli occhi della Misericordia”.

 

Il titolo del Meeting è “Tu sei un bene per me”. Per lei che cosa significa?

Nel mio intervento comincerò proprio a parlare del titolo, che è molto bello e significa tante cose. Innanzitutto implica che io non trovo me stesso senza un tu, e che il tu non è qualcosa da cui difendersi o da selezionare, ma è un bene. Il titolo del Meeting è dunque un invito positivo a cercare il bene che il tu rappresenta e che c’è sempre, anche se qualche volta è molto nascosto.

 

(Pietro Vernizzi)



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